Monti punge i tedeschi sugli eurobond: “Un’idea articolata e intelligente”

Pubblicato il 17 agosto 2012 14:31 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 14:45
Mario Monti

Mario Monti (Foto Lapresse)

ROMA – Il presidente del Consiglio Mario Monti torna sulla sua proposta di eurobond, bocciata dalla Germania: “Quella degli eurobond è una proposta articolata e intelligente che contiene anche elementi che da tempo il governo italiano ha portato al tavolo europeo”, ha ribadito Monti in un’intervista a Tempi.

”Abbiamo visto tutti che alcuni paesi (certamente la Germania, ma anche alcuni Paesi nordici) non sono disposti in questo momento a dare il loro consenso agli eurobond. Ciò significa che probabilmente essi verranno ma un po’ più avanti”.

Secondo il presidente del Consiglio il consenso di tutti agli eurobond si potrà avere ”quando si saranno fatti passi verso una maggiore messa sotto controllo delle finanze pubbliche dei singoli paesi da parte delle istituzioni comunitarie”. Infatti ”l’idea della Germania e di altri è che si possono mutualizzare in tutto o in parte i debiti pubblici solo quando si è sicuri che nessun paese sia deviante in materia di troppo debito pubblico. Ovvero, quando la politica di indebitamento sarà gestita in modo più coordinata dal centro”.

Nell’intervista Mario Monti riprende anche il discorso dell’evasione fiscale, combattuta a suon di blitz nelle località più note. ”L’evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all’estero. Penso che l’Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno ‘stato di guerra”’.

Secondo Monti proprio la “notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei confronti dell’Italia quei paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria”, cioè i paesi del Nord Europa. Questi ”dicono: l’Italia è un paese molto ricco, però lo stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tasse”’.

Insomma, ”l’evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all’estero”. Per questo secondo il presidente del Consiglio servirebbe un’azione decisa: ”Io stesso, fino a poche settimane fa, quando sono stato anche ministro dell’Economia e delle Finanze e quindi responsabile dell’Agenzia dell’entrate e responsabile politico della Guardia di Finanza, ho sempre incoraggiato fortemente le persone che vi lavorano a fare una dura lotta all’evasione. La seria lotta all’evasione puo’ comportare la necessita’ di momenti di visibilita’ che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini”.

Monti interviene anche sul tema giustizia, e anticipa “numerose novità legislative per dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del paese per un punto percentuale di Pil”.

Un altro progetto riguarda le scuole private,a  cui il governo Monti vuole dare il proprio contributo: “Posso assicurare che il Governo non farà mancare al settore, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche, il necessario sostegno economico. A ciò si provvederà compatibilmente con i limiti tracciati con i recenti interventi di revisione della spesa pubblica, con la legge di stabilità del prossimo autunno”.

”Il nostro è un governo che, per sua composizione, per suo programma, per suo orientamento, riconosce importanza e grandi spazi alla sussidiarietà, alla convivenza nel profondo reciproco rispetto tra pubblico e privato, tra stato e chiesa, tra le religioni. Io che ho studiato in una scuola cattolica, conosco ovviamente il grande ruolo, accanto all’istruzione pubblica, dell’istruzione paritaria e al contributo sociale che le scuole non statali offrono sopperendo alle difficoltà di molte realtà del paese. Pur nelle ristrettezze finanziarie da tutti avvertite e ferma l’esigenza di consolidamento e messa in sicurezza del bilancio, il sostegno a quanti sono espressione dei valori della sussidiarietà e della solidarietà è perciò un obiettivo importante per quanti hanno a cuore il benessere e la crescita dell’intero Paese”, conclude il presidente del Consiglio.

Monti definisce “grave” le intercettazioni delle telefonate del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da parte della procura palermitana e annuncia provvedimenti del governo: ”E’ evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi”, per cui ”è compito del governo prendere iniziative a riguardo”.

Nonostante i molti progetti, Monti non sembra voler restare al governo oltre la naturale scadenza della legislatura: “Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla”.

Secondo Monti è possibile realizzare da qui al voto nel 2013 ”tutte le iniziative in materia di risanamento dei conti pubblici e di contenimento del disavanzo che sono state già decise ma che devono essere attentamente sorvegliate nella loro esecuzione”. Nel prossimo semestre ci sarà ”la dismissione di parti del patrimonio pubblico per ridurre il debito”.

”Abbiamo preferito nella prima parte di vita del governo concentrarci sulla attività di contenimento del disavanzo e di riforma, mentre adesso che abbiamo compiuto passi che hanno dimostrato all’Europa e al resto del mondo la capacità e la volontà del Paese di operare cambiamenti nel profondo delle sue strutture, è bene accompagnare queste riforme con una riduzione del debito pubblico attraverso la cessione di alcuni attivi. Se avessimo dato la priorità a quest’ultima azione si sarebbe potuto pensare che l’Italia non credeva necessarie riforme strutturali di modifica della propria ‘macchina’ e questo avrebbe dato un pessimo segnale ai mercati e all’Unione Europea”.

Monti prende le distanze dal federalismo: “Forse in precedenti governi si è lavorato all’insegna del federalismo nella convinzione che esso fosse la riforma strutturale per dare ordine e slancio all’economia italiana. Mentre noi siamo convinti che il federalismo deve essere solidale, non può cioè non tenere conto delle diversità tra le diverse regioni e delle differenze territoriali. Soprattutto non deve esimerci dal fare riforme strutturali”.