Caso mascherine Regione Lazio-Ecotech, Gasparri: Zingaretti è responsabile

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 4 Maggio 2020 10:22 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2020 10:56
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Mascherine Regione Lazio ed Ecotech, Gasparri: Zingaretti è responsabile (foto Ansa)

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Mascherine Regione Lazio ed Ecotech, Gasparri: Zingaretti è responsabile (foto Ansa)

ROMA- La vicenda delle mascherine commissionate dalla Regione Lazio alla Ecotech di Frascati ma consegnate solo in parte è un caso ingarbugliato e dalle numerose pieghe su cui è in corso una indagine della Procura di Roma.

La Regione ha pagato un anticipo di circa 11 milioni di euro ed ha ricevuto 800mila mascherine dei sette milioni di presidi pattuiti. E’ di pochi giorni fa la revoca dei contratti alla Ecotech– che non produce mascherine ma che si è affidata a un fornitore cinese-  per il mancato rispetto dei termini.

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti assicura che chiederà giustizia se c’è stata una truffa ai danni della Regione ma la responsabilità di quanto accaduto, secondo il senatore Maurizio Gasparri- commissario del coordinamento Forza Italia Roma Capitale è da attribuire soprattutto allo stesso Zingaretti

“Zingaretti pensa di cavarsela facendo lui un esposto contro la Ecotech. Come se lui fosse la parte lesa. La responsabilità è sua e di tutta la sua struttura che ha comprato mascherine da una società chiaramente non in grado di provvedere a questa fornitura. È inutile che quindi Zingaretti faccia il martire. Lui è il responsabile

“Si sono comportati in modo incredibile investendo cifre enormi presso strutture che palesemente non apparivano in grado di rendere il servizio richiesto. Perché il servizio pubblico radiotelevisivo non ci racconta questa storia?” ha concluso il senatore

Chi è la Ecotech

La Ecotech srl, a cui la Regione Lazio ha affidato la fornitura di materiale estremamente importante per la protezione dal contagio da Coronavirus per una commessa di più di 35milioni di Euro è una società che vende lampadine, ha un socio cinese, un capitale sociale minimo di 10mila euro e tre dipendenti registrati.

Come attività prevalente svolge “commercio all’ingrosso di articoli per l’illuminazione; materiale elettrico vario per uso domestico”.

Una breve cronologia della vicenda

Il 16 marzo la Regione Lazio richiede una fornitura di mascherine per più di 35 milioni di euro alla Ecotech di Frascati con l’impegno di completare le prime consegne il 27 e il 30 marzo.

Il 29 marzo vengono revocati i contratti alla Ecotech (dopo i rinvii delle prime due consegne e i solleciti a mezzo pec)

L’8 aprile c’è la riconferma dei contratti (dopo la nota di replica della Ecotech e i documenti che certificano l’esistenza della merce e la presenza di una polizza assicurativa.

L’11 aprile Nicola Zingaretti, a margine di una conferenza stampa sulla cosiddetta ‘Fase 2’ nel Lazio annuncia che le prime 800mila mascherine sono arrivate e che “Ne arriveranno altri 6 milioni nei prossimi giorni”. Inoltre rassicura che “non esisteva alcuna truffa” ma si trattava di un ”semplice ritardo nella consegna”.
Zingaretti non perde l’occasione per attaccare l’opposizione dicendo che se si fosse fatto come richiesto dal centrodestra “oggi nel Lazio sarebbero mancate 800 mila mascherine da distribuire ai nostri operatori sanitari” e invece “dopo le rassicurazioni dell’azienda e la polizza assicurativa sulla caparra, si è scelto responsabilmente di aspettare qualche giorno, certi che l’impegno sarebbe stato mantenuto”.

Il 20 aprile il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori in audizione in commissione regionale in merito alla vicenda delle mascherine dalla ditta Ecotech  aveva detto che  “Il 19 aprile 2020 l’Agenzia di Protezione Civile aveva fatto presente il problema all’ambasciata cinese  in Italia e al Consolato italiano a Shanghai e che il consolato, oltre a dare evidenza della effettiva esistenza delle mascherine, aveva reso noto  essere previsto che esse partissero per l’Italia il 23 aprile”.

Leodori aveva anche affermato che in merito alla ditta Ecotech, “È stato seguito un percorso uguale a tutti gli altri affidamenti”. Si trattava, aveva ripercorso Leodori, di quattro affidamenti: il primo del 16 marzo per 9,3 milioni (pagato un anticipo del 50%), un secondo lo stesso giorno da 8,6 milioni (pagato anticipo del 50%), un terzo il 20 marzo da 11,4 milioni (anche qui pagato anticipo del 50%), più un quarto del 25 marzo per una cifra molto piccola (4.750 euro per tester covid). Rispetto ai primi tre contratti, due risultano non eseguiti, nonostante la scadenza originaria fosse rispettivamente il 30 e il 23 marzo; consegnate invece 2 milioni di mascherine chirurgiche con scadenza di consegna al 6 aprile. Leodori aveva detto anche che le mascherine, di marca 3M, erano state acquistate dalla Ecotech “a prezzi concorrenziali”: 3,60 euro per le ffp2, e 3,90 euro per le ffp3.

Leodori aveva anche detto: “A oggi abbiamo effettuato acquisti per 105 milioni, l’unico vero problema che abbiamo in piedi è la consegna delle mascherine Ecotech, che è sì un terzo dell’importo totale, ma comunque si tratta di un pagato di 11 milioni su 105.

Il 24 aprile la Regione Lazio risolve i contratti con la Ecotech per la fornitura di mascherine legata all’emergenza Covid-19 come da nota diffusa dalla Regione:
“Visto il mancato rispetto di tutti i termini concessi alla società Ecotech srl, compreso quello legato alla mancata consegna della merce con volo del 23 Aprile, e preso atto che la Ecotech pur avendo proposto di completare le forniture non è stata in grado di dare certezze sui tempi e sulle modalità, la Regione Lazio ha deciso di procedere alla risoluzione dei contratti con la società”

“In conseguenza della decisione assunta – prosegue il testo – la giunta ha intimato alla Ecotech di restituire il denaro ricevuto entro 5 giorni, (pena l’escussione della polizza fideiussoria
appositamente rilasciata), nonché’ di risarcire tutti i danni subiti e subendi per effetto della sua condotta colpevole. E’ evidente che la Regione Lazio si considera parte lesa e tutelerà in tutte le sedi competenti i propri diritti e quelli dei cittadini del Lazio”.

Il 27 aprile, riferisce l’AGI, Anna Perna e Sergio Mondin, rispettivamente rappresentante legale e collaboratore della società EcoTech, chiedono di essere ascoltati dal pm “per chiarire ogni aspetto della complessa e articolata vicenda”. Secondo i legali della Ecotech gran parte delle somme ricevute dalla Regione Lazio sarebbe andata ai fornitori cinesi.

Il 28 aprile viene trasmessa l’inchiesta de Le Iene sul caos mascherine nella Regione Lazio in cui la consigliera regioale di FDI Chiara Colosimo afferma di avere notato la revoca del contratto per la fornitura di mascherine in un momento in cui erano estremamente necessarie.

Il 29 aprile il partito dell’opposizione FDI deposita una interrogazione urgente al Governo e al ministro della Salute Roberto Speranza nella quale si chiede che venga fatta luce sull’intera vicenda e chiede quali iniziative saranno prese per approfondire i fatti accaduti.

Il 2 maggio Zingaretti dichiara che “se c’è stata una truffa chiederemo giustizia e combatteremo per difendere i cittadini. Sarebbe odioso se davanti al dramma del qualcuno se ne fosse approfittato. Lotteremo con tutti gli strumenti legali a disposizione per ottenere la giustizia per i cittadini del Lazio. Nessuno su questo abbia dubbi”.

Fonti (Agi, Ansa, Uff Stampa Senatore Gasparri)