Giovani, imprese, fisco, energia, casta: 9 punti per gli ultimi mesi di Monti

Pubblicato il 22 agosto 2012 8:59 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 9:00
Mario Monti

Mario Monti (Foto Lapresse)

ROMA – Nove progetti per quattro mesi: sono gli ultimi punti da realizzare per il governo Monti, in dirittura d’arrivo verso la fine della legislatura.

Piano giovani. Il presidente del Consiglio vuole che il 2013 sia “l’anno degli investimenti in capitale umano”, “l’anno in cui tutto il Paese si mobilita, scommettendo sui propri giovani, sulle loro competenze, sui loro talenti”. Nell’idea rientrano alcune misure legate alla scuola e all’Università, con nuove opportunità di lavoro all’estero per gli studenti, accordi con le associazioni professionali, formazione degli insegnanti, e la “rivoluzione del merito” del ministro Francesco Profumo. Alcune altre novità potrebbero arrivare dalla riforma del mercato del lavoro e da alcune nuove misure che saranno nel prossimo piano per la crescita.

Il secondo piano per la crescita. Due diversi pacchetti per il piano bis del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Il primo prevede l‘agenda digitale, con i data center (centri per immagazzinare dati digitali dai dievrsi siti) e l’azzeramento del digital divide nel Sud Italia, le semplificazioni (autorizzazioni e procedure più semplici) e lo start up per le imprese (modalità più semplici per aprire un’impresa). Il secondo pacchetto comprende un nuovo piano energia (con il potenziamento della produzione di idrocarburi su tutto il territorio italiano, e la progressiva trasformazione dell’Italia nell’hun europeo del gas, oltre al sostegno per realizzare quattro nuovi rigassificatori.

La riforma fiscale. Dal 15 giugno in Commissione Finanze alla Camera vorrebbe portare ad un sistema più trasparente e più equo.

La riforma del catasto. Questa riforma prevede la revisione delle rendite e del valore patrimoniale degli immobili, e le dismissioni di patrimonio pubblico, mobiliare immobiliare.

Le due riforme anti-casta, con il taglio delle Province e il “piano Amato” per la riduzione dei contributi ai partiti.