No-Tav: i peggiori maestri dietro i bambini

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 4 Luglio 2011 16:38 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2011 20:02

infografica Lapresse

ROMA – Qualcuno ha detto: “Sono peggio dei cattivi maestri”. Quel qualcuno ha sbagliato nell’evocare i “cattivi maestri” del terrorismo. Però quel qualcuno non ha esagerato nel formulare il paragone: quelli che tengono cattedra della rivolta No-Tav sono i peggiori maestri, peggiori anche di quelli che quaranta e passa anni fa predicavano e praticavano lo “Stato che si abbatte e non si cambia”.

Peggiori perchè negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta nessuno, proprio nessuno, andava a scontrarsi in piazza con la polizia marciando dietro e al fianco dei bambini. Nessuno si faceva schermo e alibi dei bambini portati nei cortei “duri”. Anzi nessuno si sognò mai di portare bambini ai cortei “duri”. E peggiori perché nessuno mai, anche negli anni della violenza di piazza, si sognò mai di inventare “gas lacrimogeni proibiti e letali” sparati dalla polizia. La rivolta allora era consapevole e si assumeva la responsabilità di essere tale. Non inventava di essere lei, la rivolta, la legalità. Si aveva allora il coraggio civile la dignità del cercare e accettare lo scontro violento, dell’andare contro l’ordine costituito. Nessuno allora voleva “fare la rivoluzione” con il permesso e la benevolenza delle autorità.

Peggiori maestri non perchè sbagliano, ma perché mentono. Falso che siano stati attaccati dalla polizia, sono loro che hanno attaccato. Falso che sia tutta colpa degli “infiltrati”, perchè gli infiltrati sono di casa da mesi e anni nel movimento e perché domenica scorsa famiglie con bambini al seguito hanno fatto da avanguardia e retroterra agli infiltrati, li hanno guardati “andare al lavoro” e non si sono sorpresi nè sganciati. Falso è che la valle sia “militarizzata”, a meno di non considerare militarizzazione la protezione degli operai e del cantiere. Falso è che siano stati brutalizzati dalla polizia, chi si è scontrato con la polizia negli anni Sessanta e Settanta e al G8 di Genova sa che questa è una piagnucolosa e insolente bugia. Falso che i contrari alla Tav non siano mai stati ascoltati: li si ascolta da anni. Ma loro non vogliono ascolto, vogliono vincere. Falso è che in Val di Susa ci sia una “dittatura” all’opera. Falso è che un treno sia una dittatura. Falsa e oscena la narrazione di un popolo “eroe” e oppresso.

Beppe Grillo dice che “il futuro è far viaggiare meno le merci”. E’ la sua idea di futuro, sua e di molti altri. Un’idea di futuro che è legittima ma è legittimo giudicarla retriva e tecnicamente e culturalmente reazionaria. Falso e osceno è impossessarsi della democrazia e farla coincidere con la propria apodittica e indiscutibile volontà. Purtroppo c’è di vero, di maledettamente vero, che chi liscia il pelo e accudisce queste bugie rende impossibile la stessa possibilità che vi sia un governo degli uomini, delle istituzione, delle cose, del territorio. Oggi in Val di Susa e domani, purtroppo, anche in tutta Italia.