Governo: cinquanta milioni per “far pace” con i no Tav

Pubblicato il 5 Marzo 2012 9:14 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2012 9:23

La manifestazione No Tav di sabato a Roma (Lapresse)

ROMA – I Comuni vicini alla Tav avranno ricchi sgravi fiscali, che saranno corposi in base alla vicinanza al cantiere. Un sistema di convenzioni tra la società che ha l’appalto per la costruzione e i Comuni in modo che i dipendenti dei cantieri possano mangiare e dormire nei Comuni interessati. Corsi di riqualificazione per gli abitanti della valle che così verrebbero occupati nei cantieri. Tre bonus in tutto sono la “pillola” individuata dal governo per far digerire in Val Susa la costruzione dell’Alta Velocità. Un pillola onerosa però, che potrebbe costare tra i 27 e i 54 milioni.

La strategia è stata messa a punto nella riunione a Palazzo Chigi tra il premier Mario Monti, il sottosegretario Catricalà, i ministri Passera, Cancellieri e Severino. Ma secondo Repubblica sarebbe stato Mario Virano, commissario di governo per la Torino-Lione, ad avere un ruolo determinante.  Proprio Virano che domenica, ospite di Lucia Annunziata su Rai Tre, ha detto non ci sono “infiltrati” nel movimento, ma “invitati”, sostenendo insomma che il Comitato “regola il rubinetto della violenza secondo una lucida convenienza valutata di caso in caso”. Il leader del movimento Perino ha promesso querele.

E quanto costa la “pillola” per riappacificare la valle sulla Tav? La cifra oscilla tra i 27 e i 54 milioni di euro: i bonus dovrebbero corrispondere a un importo tra l’1 e il 2% del costo dell’opera che l’Italia ha quantificato in 2,7 miliardi di euro.

Intanto il governo, per opere mastodontiche come la Tav, sta pensando di cambiare le regole.  Ci vorranno sei mesi di consultazione preventiva sui progetti con tutti i soggetti interessati. Il provvedimenro è molto simile a quello in vigore in Francia, che ha introdotto nel 1995 queste regole.