No Tav-Salvini, domani a Chiomonte scontro senza pareggio

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 Luglio 2019 9:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2019 10:23
No Tav-Salvini, domani sabato 27 luglio a Chiomonte scontro senza pareggio

No Tav a Chiomonte nella foto d’archivio Ansa

ROMA – No Tav-Salvini, domani a Chiomonte uno scontro senza possibile pareggio in campo. I No Tav marceranno fisicamente contro la Tav, non contro l’idea della Tav, contro il cantiere della Tav. L’intenzione è dichiarata, orgogliosamente, sprezzantemente dichiarata: rendere impraticabili sul terreno i lavori per l’Alta Velocità.

A partire da domani, a partire da subito. Nel campo che fa da quartier generale alla mobilitazione gira questo slogan: “Ci siamo riposati, ora ricominciamo”. Riposati nei mesi senza assalti e scontri. Assalti e scontro che ora riprenderanno come normalità No Tav.

Non solo, i No Tav intendono rendere impraticabile il cosiddetto territorio: intimidazioni e vita impossibile a chi affitta stanze d’albergo a chi lavora per la Tav, danni alle auto, ai bus che trasportano i lavoratori…Nulla di tutto questo è celato, l’hanno detto chiaro i No Tav: “Il governo non ci conosce, ci saranno grossi problemi d’ordine pubblico”. Voi fate la Tav, noi vi sfasciamo l’ordine pubblico: questo il programma, questa la mobilitazione. Si comincia oggi con la marcia fino ai cancelli del cantiere e, una volta arrivati ai cancelli…

Vi sfasciamo l’ordine pubblico. Ministro dell’ordine pubblico (sul territorio nazionale, in terra oltre che in mare a respingere migranti) è Matteo Salvini. Che ha detto “Non tollererò violenze, tolleranza zero, ho inviato 500 agenti”. Salvini ha detto. Domani si vedrà quale gestione e salvaguardia dell’ordine pubblico Salvini è in grado di realizzare sul campo. Salvini che sta in un governo dove l’alleato M5S sostiene e dice che i No Tav hanno ragione.

“Contro la Tav e fino a Palazzo Chigi” la parola d’ordine No Tav che si auto accreditano di centomila persone al corteo di domani (M5S si macera sull’andare-non andare). No Tav che hanno scelto di minacciare, per così dire ufficialmente, lo Stato. Che hanno come obiettivo rendere impraticabile la Val di Susa allo Stato, che vogliono mostrare come in val di Susa via sia altra legge e legalità, la loro. Sulla base di un supposto e auto asserito mandato popolare che non trova riscontro, anzi è smentito dai risultati elettorali.

Sfida più diretta e grande allo Stato sul terreno dell’ordine pubblico non può esserci. Salvini si gioca sul campo di Chiomonte l’idea e la pratica della legalità, l’autorità dello Stato e del governo, la faccia di Capitano. Per non essere solo felpe e distintivi.