Le ossessioni M5s: bagnare la matita, fotografare le schede. Cosa rischiano

di Daniela Lauria
Pubblicato il 25 Febbraio 2013 - 10:33| Aggiornato il 2 Agosto 2022 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – A Bologna gridano: “Leccate le matite“. E a Grosseto i grillini costringono tutti i seggi a cambiarle. A Bolzano e a Bari c’è chi, nel segreto dell’urna elettorale, si arrischia a fotografare la scheda per testimoniare il proprio “voto a cinque stelle”.  Il sospetto di brogli ai seggi è una vecchia fissazione tutta italiana. Ma per i grillini sta diventando una vera e propria psicosi, una ossessione che li spinge laddove nessuno si era finora spinto. Merito o colpa dei social network, loro luogo di elezione, che rendono la notizia virale in pochi minuti. Ma il rischio è che l’unico risultato di tutto questo attivismo contro l’abusivismo elettorale sia in realtà controproducente e i grillini si vedano soltanto annullare il proprio voto.

I casi fioccano ad ogni ora: c’è la presidente di seggio, pizzicata ad Anzio con due schede “usurate” in tasca e costretta a dimettersi dopo averle strappate in mille pezzi. A denunciarla un esponente del MoVimento 5 Stelle che è andato a guardare fin dentro la borsa della signora. O l’elettrice di Sesto Fiorentino (Firenze), che è uscita dalla cabina con una prova della matita su un foglio di carta ed una gomma da cancellare in mano: “Le matite non sono copiative, voglio votare con una penna”. E se qualcuno fatica a comprendere perché sia sbagliato pubblicare certe foto su Facebook, Vito Crimi, capolista del Movimento in Lombardia, spiega: “Voi lo fate per entusiasmo ma non potete dimostrare di non averlo fatto perché magari costretti da un voto di scambio. Fate attenzione, mi raccomando”.

Il punto è che la psicosi da brogli elettorali rischia di costare cara ai grillini. C’è il pericolo innanzitutto di invalidare il voto. Rischiano però anche di essere sanzionati, con multe che vanno dai 300 ai 1000 euro, e tre anni di carcere. Perché è sacrosanto che in cabina elettorale si entri senza telefonino o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini. Per assicurare la libertà e la segretezza del voto e per arginare il fenomeno mafioso del voto di scambio. E guai se a qualche grillino venisse in mente di non restituire la matita: anche la mancata riconsegna della matita da parte dell’elettore, infatti, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 309 euro. Ma in rete ormai è psico-broglio, i grillini se le inventano tutte per sventare un presunto complotto ai loro danni, ma sembra quasi che siano determinati ad auto-sabotarsi.