Pd pensa al voto, Epifani: “no governicchi”. E’ l’ora di Renzi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2013 14:29 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 14:30
Enrico Letta

Enrico Letta (foto Ansa)

ROMA – Il Pd mette (per il momento) da parte le divisioni interne e si prepara al voto. Questo nonostante resti, sempre per il momento, confermata la data dell’8 dicembre per il Congresso. Nel momento in cui esplode la crisi e si dimettono i ministri del Pdl dal governo, insomma, i democratici provano a serrare le fila.

A dettare la linea è il segretario Guglielmo Epifani con un “non governicchi”. Tradotto: niente alleanze raccogliticce, magari con qualche grillino dissidente o fuoriuscito dal Pdl che mettano sulle spalle del Pd soltanto le misure impopolari che il governo dovrebbe caricarsi sulle spalle.

Piuttosto, come scrive Carlo Bonini,

“Il segretario invece non esclude di chiamare il popolo della sinistra in piazza a difendere le ragioni del suo premier e del suo partito. E se pure una data ancora non è stabilita, dal Pd viene smentito che la piazza possa essere convocata a caldo magari lo stesso giorno in cui Forza Italia chiamerà a raccolta i suoi fan, cioè sabato prossimo, per evitare di lasciare campo libero agli avversari nell’arena mediatica dei tiggì. «Non ci mettiamo a fare una contromanifestazione, vogliamo riprendere contatto con i nostri militanti dopo la stagione delle feste di partito, quindi si partirà da una mobilitazione su tutto il territorio e non un colpo solo”

Che la linea del Pd sia quella di serrare le fila e prepararsi per il voto lo sottolinea, sulla Stampa, anche Federico Geremicca:

“Tutti i big del partito – a cominciare da Matteo Renzi – hanno fatto un passo indietro per giocare almeno questa partita come fossero davvero una squadra. Il resto lo ha fatto, naturalmente, l’insofferenza sempre più crescente – soprattutto alla base – verso l’alleanza col Cavaliere e i continui ricatti cui Letta e il Pd sono stati sottoposti in questi mesi. «Meglio votare che subire tutto questo», si è sentito ripetere per settimane nelle Feste democratiche: e non è detto che, alla fine, non vada proprio così…”.
Insomma la linea del Pd, per una volta, sembra chiara: meglio votare subito. Con quale candidato? Per sceglierlo e ricominciare a litigare, c’è tempo. Forse sarà l’ora di Matteo Renzi. Poi sì, ci sarebbe Enrico Letta che il governo lo ha ufficialmente ancora in mano e lo ha tenuto in questi mesi. Ma un conto è governare, altro conto è vincere le elezioni.