Perché l’Italia a Bruxelles conta meno di zero?  ai politici frega meno di nulla, Aldo Grasso severo ma centrato

Perché l’Italia a Bruxelles conta meno di zero?  Perché ai politici italiani dell’Europa frega meno di nulla, Aldo Grasso severo quanto centrato

di Redazione Politica
Pubblicato il 18 Febbraio 2024 - 20:53
Perché l’Italia a Bruxelles conta meno di zero?  ai politici frega meno di nulla, Aldo Grasso severo ma centrato

Perché l’Italia a Bruxelles conta meno di zero?  ai politici frega meno di nulla, Aldo Grasso severo ma centrato

Perché l’Italia a Bruxelles conta meno di zero?  Perché ai politici italiani dell’Europa non importa (o come si dovrebbe dire di questi tempi non frega) meno di nulla. Il giudizio di Aldo Grasso è severo quanto centrato. E conclude chiedendosi sconsolato: abbiamo leader di statura europea?

La tradizione è lunga, nel 1972 un romanzo di Marco Fiore racconta una vicenda certamente inventata, ma che non sarebbe stata inventata se non ci fosse stato un fumus, di un ricco e nobile italiano funzionario a Bruxelles che alla fine ha preferito a una carriera di funzionario comunitario quella di tenutario di un bordello d’alto bordo.

Fuori dal romanzo, la realtà romanzesca, dalla nostra agricoltura abbandonata alle brame francesi a due presidenti europei, Malfatti e Prodi, che hanno preferito rispettivamente un posto da ministro e da primo ministro in Italia.
Berlusconi è stato emblematico: da imprenditore aveva in pugno la macchina europea, da capo del Governo non ha mai contato nulla.

E Aldo Grasso, scrivendo sul Corriere della Sera, conferma.

“Inostri leader si interessano poco di Europa. È quanto rilevato da «EuropaLike», l’osservatorio con cui il «Corriere» monitora sui social l’attenzione che i politici prestano all’Europa. Sembrano invece occuparsi molto delle elezioni europee come se fossero strumenti per pesarsi, l’occasione per un possibile regolamento di conti fra Meloni e Salvini, fra Schlein e Conte o fra altri ancora.

“Gli elettori di un paese fondatore dell’Unione europea meriterebbero idee per favorire il processo di unificazione, per lasciarsi alle spalle ogni ambiguità euroscettica e filoputiniana, per rafforzare la Ue ripensando anche agli assetti che non funzionano. Al cospetto dell’Europa, le leadership dei partiti dovrebbero mostrare un respiro più ampio senza nascondersi nella bolla dell’ipocrisia sovranista: gli stati nazionali da soli sono ormai tronchi recisi trascinati nel fiume della storia.

“È sulla profondità del dibattito politico che dovremmo contare, non su baruffe chiozzotte.

“Ma abbiamo leader di statura europea?”