Primarie Pd: dopo Napoli e Genova, caos anche a Palermo. Con riconteggio

Pubblicato il 5 Marzo 2012 18:43 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2012 18:59
Manifesto di Ferrandelli, vincitore delle primarie pd

Manifesto di Ferrandelli, vincitore delle primarie pd

PALERMO – Dopo Napoli, Palermo: anche nel capoluogo siciliano le primarie del Pd finiscono con coda polemica, accuse di brogli e riconteggio delle schede. E, come a Genova, il Pd paga con la sconfitta il fatto di avere più candidati in lizza. Hanno votato quasi in 30 mila. Ha vinto, fino a prova contraria Fabrizio Ferrandelli, 31 anni, proveniente dall’Italia dei Valori e sostenuto da maggiorenti del Pd locale come Antonello Cracolici, Giuseppe Lumia e l’ex ministro Salvatore Cardinale, oltre all’eurodeputato di Idv Sonia Alfano. Soprattutto, non sgradito al governatore della Sicilia Raffaele Lombardo.

Ha vinto, fino a prova contraria, con 9.945 preferenze, 67 in più di Rita Borsellino, candidato ufficiale del Pd con l’appoggio di Sel, che ne ha avute 9.878. Staccati gli altri due concorrenti, il deputato regionale del Pd Davide Faraone, vicino ai “rottamatori” di Matteo Renzi, che ha ottenuto 7.975 voti, e la consigliera comunale uscente Antonella Monastra, proveniente dal movimento della Borsellino ”Un’altra storia”, fermatasi a 1.750 voti. Fra i votanti anche 900 extracomunitari e i 150 minori.

Forti i dubbi di regolarità delle votazioni nei seggi di piazza Campolo, Mondello e Borgo Nuovo. Inaspettata e sospetta infatti è stata l’affluenza nei quartieri popolari, proprio quelli dove Ferrandelli ha costruito la vittoria, mentre la Borsellino era più votata nei quartieri “bene” della città. Anche qui niente di nuovo: stesse accuse erano piovute a Napoli su Andrea Cozzolino, delfino di Bassolino che vinse le primarie ma non fu candidato poi a sindaco.

Scrive Repubblica Palermo:

Allo Zen è stata segnalata una donna che avrebbe dato un euro alle persone per mandarle a votare indicando anche il nome del candidato da scegliere. In piazza Indipendenza è stata denunciata la presenza di alcuni sostenitori dell’Mpa, messa a verbale dal presidente. Sempre in piazza Indipendenza il rappresentante di lista di Ferrandelli ha denunciato tre persone che distribuivano soldi ai passanti chiedendo loro di sostenere l’ex capogruppo di Idv: “Noi non li conosciamo”, ha detto il rappresentante di lista alla polizia.  

Polemiche locali, fra le mille anime del Pd, il sempre presente Leoluca Orlando, i candidati e i comitati che li sostengono. E polemiche nazionali tra minoranza e maggioranza del Pd, “Veltroniani” che si rifanno sotto e “Bersaniani” che parano colpi da tutte le parti. Critiche al cosiddetto accordo di Vasto da parte di Enrico Letta: “Quell’accordo è morto, gli elettori ci chiedono di guardare al centro”. Critiche alle primarie che giungono anche da Luigi de Magistris: “Un fallimento, meglio eliminarle”.

Doveroso un intervento del segretario pd Pier Luigi Bersani, il quale citando Mao dice che “Le primarie dovunque non sono mai un pranzo di gala, certo non possono diventare una resa dei conti”. Bersani si riferisce al fatto che a Palermo, come a Genova un mese fa e a Napoli l’anno scorso, la presenza di più candidati del Pd ha diviso e danneggiato il partito. Concetto che poi Bersani precisa ancora meglio: “Le primarie sono una risorsa ma non risolvono mai i problemi politici anzi possono essere un moltiplicatore. E in Sicilia e a Palermo ci sono problemi politici”. Tanti giornali e siti di informazione già titolano che il segretario del Pd vuole eliminare le primarie, ma lui ha solo detto che “si devono fare meglio” e su questo non ci piove.