Reddito Card: sei anni galera e niente divano per i furbi? Di Maio minaccia a vuoto

di Lucio Fero
Pubblicato il 5 ottobre 2018 12:32 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2018 12:32
Reddito di Cittadinanza Card: sei anni galera e niente divano per i furbi?  Di Maio minaccia a vuoto

Reddito Card: sei anni galera e niente divano per i furbi? Di Maio minaccia a vuoto

ROMA – Reddito Card: sarà, è ora di chiamarla così, di chiamare con il suo nome, indicando quale sarà la sua concreta sostanza, il reddito di cittadinanza. Reddito Card perché sarà appunto una Card. Una Card di spesa.

Card su cui lo Stato caricherà, mensilmente o con altra frequenza, una capacità di spesa di 780 mensili (a crescere col crescere del nucleo familiare). Per due anni il beneficiario della Card potrà in un circuito di negozi convenzionati usare la Card. Comprerà, pagherà con a Card, l’esercente scalerà dalla Card l’importo della spesa, lo Stato rimborserà il negoziante dell’equivalente.

Fondamentale, anzi di fatto obbligatorio, è che il beneficiario spenda i 780 al mese o quel che è. Al governo sono convinti che il suo spendere moltiplicato per cinque milioni, tante le card in giro a regime, sarà balsamo miracoloso per il Pil.

Sorvegliato sarà il suo spendere: niente sigarette, Gratta e vinci, centri benessere…Governo non vuole spese che definisce “immorali”. E M5S di governo si avvia quindi nell’impervia e ambiziosa missione della scrittura di un primo alfabeto di uno Stato che stabilisce, per conto del popolo per carità, consumi morali e immorali.

Il papà della  Reddito Card, al secolo Luigi Di Maio, ha spegato al Parlamento e alla nazione che “non un euro andrà a chi sta seduto sul divano e chi imbroglia si becca sei anni di galera”. Boom! 

Non solo, Di Maio ha anche assicurato che “nessuno avrà il tempo di fare altro, magari di lavorare in nero, saranno impegnati tutto il giorno”. Doppio boom!

In galera e addirittura per sei anni chi imbroglierà sulla Reddito Card? Qui in Italia non va in galera e neanche perde il posto chi imbroglia sulle presenze al lavoro. Né è mai andato in galera chi (e sono stati milioni) ha mentito sul suo reddito Isee. In Italia se sui soldi imbrogli lo Stato in galera non ci vai, non ci è mai andato nessuno e nessuno ci andrà. Non è previsto dalla sostanza delle leggi, non fa parte del costume nazionale. La Costituzione materiale del paese non prevede pena detentiva se sui soldi imbrogli lo Stato. E poi in galera, e per anni, quanti? Facciamo che su cinque milioni imbroglia il…5 per cento? In galera 250 mila persone? E dove li mette Di Maio? Quintuplica le carceri?

Di Maio, tanto per dirla in lingua che gli è consona, si fa debiti con la bocca. Dice cose impossibili più che improbabili. Anche se denunciato e condannato un italiano che avesse imbrogliato sulla Reddito card al massimo avrà una condanna che poi andrà in esame d’Appello e anche lì fosse confermata si tradurrà nella pena afflittiva di una fedina penale sporcata. Niente di più, a meno che l’imbroglione non sia un delinquente abituale condannato per altri reati.

E allora perché Di Maio si fa debiti con la bocca, non sarebbe stato sufficiente dire che chi imbroglia perde, gli si toglie la Reddito Card? Sarebbe stato più che sufficiente e lo sa anche Di Maio. Ma Di Maio sa anche che avvertire: se imbrogli ti tolgo la Card è far sorridere. Chi controllerà cinque milioni e passa di richiedenti la Card e poi quel che faranno nella loro giornata i cinque milioni di beneficiati della Card? Chi controllerà in un paese dove non si riesce a controllare la sicurezza dei ponti e dei viadotti, dove ogni controllo è a campione e dove ogni volta che controlli (affitti, benzinai, ristoranti, bar, allevamenti, piantagioni, cantieri…) la percentuale di imbrogli ai danni dello Stato oscilla sempre tra il 30 e il 50 per cento?

Chi controllerà il lavoro nero eventuale? I funzionari dei Centri per l’Impiego? Con appositi pedinamenti? Saranno dotati di droni? Chi controllerà le ore sul divano? Squadre di Carabinieri appostate negli androni dei palazzi? Chi controllerà l’efficienza dei corsi di formazione professionale? Quelli che come lavoro e stipendio avranno il tenerli in piedi, comunque in piedi? Di Maio lo sa che su milioni di Reddito Card saranno centomila, cinquecentomila, un milione quelle percepite a sbafo. E sa che non può farci nulla. Perciò abbaia alla luna con i suoi sei anni di galera e non un minuto sul divano e niente lavoro in nero.

Doppio, triplo Boom! Boom da realizzare con il fragore delle “botte a muro” di sanzioni che non verranno mai ma che vanno gridate. A meno che Di maio non ci creda davvero a cinque milioni di italiani che da aprile 2019 disciplinatamente ogni mattina si metto in moto e in fila per andare a scuola di lavoro, stanno a scuola di lavoro per ora sorvegliati e monitorati, mai o quasi mai arrotondano a nero i 780 della Reddito Card e se lo fanno vengono subito beccati in flagrante e inesorabile la giustizia, un Tribunale li processa e li manda in galera se hanno raccontato una qualche bugia al funzionario al Centro Impiego. Di Maio che minaccia i sei anni di galera è risibile, comprensibilmente risibile. Di Maio che ci credesse davvero sarebbe cosa più tosta e seria, sarebbe una cosa da far vedere…a uno bravo.