Renato Brunetta: Matteo Renzi, solo confusione. Nulla per incapienti e autonomi

Pubblicato il 18 Aprile 2014 20:45 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2014 20:45
Renato Brunetta: Matteo Renzi, solo confusione. Nulla per incapienti e autonomi

Renato Brunetta contro Matteo Renzi: “Solo tanta confusione. Nulla per incapienti e autonomi”

ROMA – “Da Matteo Renzi solo molta confusione. Non è una cosa seria. C’erano più informazioni nella conferenza stampa dei pesciolini” parola, affidata a Twitter da Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati:

“Non ci sono provvedimenti per gli incapienti e per i lavoratori autonomi. Ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere. Gli #80euro sono solo un bonus una tantum, non una misura strutturale. Il tutto con grandi problemi per il lordo e per i contributi”.

“Matteo Renzi non ci ha detto nulla sull’Irap. In che mani siamo finiti?”,

si chiede in un altro tweet Brunetta:

“Molte chiacchiere, qualche svarione – specie sulla previdenza – e una insufficiente conoscenza dei fatti economici più recenti, che hanno caratterizzato la vita dei precedenti governi’.

”Un’esposizione confusa che, al di la degli slogan, non è riuscita a dare il senso della direzione di marcia, nonostante gli sforzi di Pier Carlo Padoan di introdurre qualche timido elemento di razionalità. Molte delle misure annunciate fanno, ormai, parte di un antico repertorio. Spesso sono già operative nell’ordinamento giuridico vigente. E le novità introdotte, come il tetto di 240 mila euro per i dirigenti pubblici non graduato per i sottostanti rami dell’Amministrazione rischiano di determinare un caos totale. C’è il rischio che un qualsiasi sottoposto, con poche responsabilità, abbia una retribuzione simile a quella del vertice delle singole amministrazioni.

“I cosiddetti ‘tagli intelligenti’ che Matteo Renzi propone non sono altro che la vecchia regola dei tagli lineari anche nei numeri: 700 milioni per ciascuno dei grandi comparti dell’Amministrazione. Stato centrale, Regioni ed Enti locali.

Giulio Tremonti, che proponeva lo stesso metodo, li aveva giustificati meglio”.