Ressa candidature nel Pd. Giachetti mosca bianca

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 gennaio 2018 12:38 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 12:38
Ressa candidature nel Pd. Giachetti mosca bianca

Ressa candidature nel Pd. Giachetti mosca bianca

ROMA – Ressa candidature nel Pd: un sacco di ex parlamentari, gente nuova e fresca, quasi tutti gli ex ministri, qualcuno di spicco degli alleati in coalizione e soprattutto tutte le correnti e sub correnti in 250 posti (se va bene) non ci stanno. Il Pd tra Camera e Senato faceva, assommava nella legislatura appena finita circa 500 seggi. Nelle Camere che verranno, se va bene ripetiamo, i posti saranno più o meno la metà. Tutto e tutti non ci stanno, questione di capienza. Quindi è ressa. Non senza spintoni.

I più irrequieti sono quelli delle minoranze interne, quelli di Orlando ed Emiliano. Si sentono sempre e comunque come dicono loro “penalizzati”. Quindi anche nell’assegnazione delle candidature. Sono i più irrequieti e anche i meno disponibili a far pace con la realtà di una rappresentanza parlamentare Pd che sarà dimezzata. Non ci stanno, fanno ressa, spingono, intasano al punto che il Pd marca ritardo nella presentazione delle liste. Nulla di drammatico o nuovo. Se non fosse che tra gli ingredienti dello spettacolo c’è una testardaggine a non voler tener conto della realtà.

Ressa (non ancora rissa ma…) fanno nel Pd al portone delle candidature le minoranze di Orlando ed Emiliano. Soprattutto loro, ma non solo loro. C’è uno spintonarsi che non è lo stesso degli altri partiti. Perché gli altri partiti, chi più chi meno, da M5S a Forza Italia alla Lega allargheranno la rappresentanza parlamentare, insomma avanti c’è posto…un po’. Nel Pd invece bisogna tagliare, selezionare, scegliere. Cose difficilissime. Ancor più difficili quando la resistenza ad esser tagliati si veste e traveste da istanza di democrazia.

Nel Pd al portone delle candidature una…mosca bianca. Roberto Giachetti chiede con lettera a Matteo Renzi di essere candidato solo in un collegio uninominale (quelli dove diventa parlamentare chi arriva prima e il secondo non diventa un bel nulla). Di collegi uninominali sicuri o almeno probabili a Roma il Pd ne ha pochini. Quindi candidatura per il Pd in collegio uninominale a Roma molto probabilmente significa sconfitta. Per Giachetti era previsto (come per altri, non molti altri) il cosiddetto paracadute. Cioè la contemporanea candidatura nei collegi cosiddetti plurinominali. Insomma il “listino” di nomi che si vota votando il simbolo Pd per i seggi assegnati secondo ripartizione proporzionale.

Giachetti ha scritto: Caro Matteo…no grazie. Giachetti vuole giocarsela senza paracadute e doppia candidatura. Una mosca bianca nel Pd. Altrove, negli altri partiti, di mosche bianche in volo finora nessuna. Un sacco di mosconi, zanzare, tafani, libellule…Lo sciame più grande di tutti i diecimila abbondanti (c’è chi dice quindicimila) che hanno volato sulla rotta che portava a procurarsi un posto fisso in Casta passando dalla porta M5S.