Migranti/sicurezza. Governo vara stretta Salvini: “Revoca asilo ai condannati in primo grado”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2018 18:15 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2018 8:51
Migranti/sicurezza. Governo vara stretta Salvini: "Basta permessi umanitari"

Migranti/sicurezza. Governo vara stretta Salvini: “Basta permessi umanitari”

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che aggiorna e unifica con più rigore i precedenti testi su sicurezza e migranti. Esulta su Facebook il suo principale promotore, il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell’Ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!”.

Il decreto contiene misure restrittive sui requisiti per ottenere l’asilo, sull’accoglienza, sulle regole d’ingaggio della polizia, sulla revoca della cittadinanza, sulle espulsioni, sulla sicurezza. In sintesi i punti salienti.

Stop alla protezione umanitaria. Il provvedimento, che stringe le maglie per le richieste d’asilo, reca il titolo “Abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e disciplina di casi speciali di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario”. Cambia anche il lessico:  le parole “per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari” sono riassunte con la sola “per protezione sussidiaria”.

Revoca asilo ai condannati in primo grado. Il decreto amplia la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga. E’ prevista inoltre la sospensione della domanda d’asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado.

Permessi speciali. saranno concessi solo per gravi motivi umanitari, per esempio ai migranti vittime di calamità naturali o che versano in gravi condizioni fisiche, oppure si siano distinti per gesti eroici, come per esempio l’immigrato clandestino che in Francia si è arrampicato per salvare delle vite dal fuoco di un incendio.

Stop alla protezione internazionale per i richiedenti sotto procedimento penale.

Permanenza nei centri di accoglienza: da 90 a 180 giorni.

Cittadinanza. Regole più severe per l’ottenimento e più rapide per la revoca: sono introdotti “specifici requisiti per la concessione della cittadinanza: assenza di condanne, irreprensibilità della condotta, reddito minimo, assolvimento degli obblighi fiscali”.

3,5 mln su Fondo Rimpatri. Per potenziare le attività di rimpatrio, il decreto stanzia 500mila euro per il 2018 e 1,5 milioni per il 2019 e 2020.

Sistema Sprar. Il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara).

Via cittadinanza per reati di terrorismo. C’è poi la revoca della cittadinanza italiana a carico dei condannati per reati di terrorismo.

Taser. L’uso della pistola elettrica da parte della Polizia municipale sarà esteso ai Comuni con più di 100mila abitanti.

Occupazioni abusive. Inasprimento delle pene fino a 4 anni di carcere per chi occupa abusivamente.

Più soldi ai poliziotti. Riconoscimento e pagamento di indennità accessorie per gli agenti delle forze dell’ordine.