Scuola, Stefania Giannini: “Addio scatti di anzianità? Solo un messaggio forte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2014 10:40 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2014 10:40
Scuola, Stefania Giannini: "Addio scatti di anzianità? Solo un messaggio forte"

Stefania Giannini (Foto Lapresse)

ROMA – L’addio agli scatti di anzianità nella riforma Renzi-Giannini sulla “Buona scuola” era solo “un messaggio forte”, quasi una provocazione e niente più. E’ lo stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ad averlo spiegato in Commissione al Senato:

“L’idea di un azzeramento totale degli scatti di anzianità, da cui si parte volutamente nella Buona scuola per dare un messaggio forte in questa direzione, è un punto sicuramente da discutere e negoziabile”.

Tra i punti ancora da discutere, ha spiegato il ministro, c’è anche “la ricaduta della valutazione delle carriere sui meccanismi stipendiali”, che “resterà in dibattito. Ma era già scritto nella nostra programmazione anche di negoziazione politica. È stato anche il punto più dibattuto nell’esito della consultazione” di due mesi sulla Buona scuola.

Critiche al ministro sono arrivate dalla deputata Elena Centemero, responsabile scuola e università di Forza Italia:

“Alla ministra Giannini chiediamo di fare un passo in più, superando il sistema degli scatti tout court ed introducendo un vero percorso di valorizzazione dei docenti. Se si vuole cambiare davvero la scuola serve un sistema che premi il merito e valorizzi la qualità dell’insegnamento attraverso una seriava lutazione e la previsione di una retribuzione differente dei docenti in base ad un vero e proprio sviluppo di carriera. Il nostro auspicio è chela discussione e la negoziazione di cui parla la ministra non portino a un compromesso al ribasso con la minoranza del Pd, come già accaduto per troppi provvedimenti”.

 

Non la pensa così il sindacato. Per Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola, 

“Vogliamo sperare che l’accenno al negoziato non si riferisca tanto al dibattito in ambito politico, ma sia la presa d’atto che la sede naturale e legittima di discussione e decisione, quando si tratta di retribuzione del personale, è quella del contratto di lavoro», afferma Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola, commentando le parole del ministro dell’Istruzione”.