Tangenti Falck, il Pd sospende Penati

Pubblicato il 5 Settembre 2011 18:51 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2011 19:49

Filippo Penati (Lapresse)

ROMA – Il Pd sospende Filippo Penati dal partito: lo ha deciso la commissione di Garanzia del Partito democratico presieduta da Luigi Berlinguer che si è riunita a Roma. Il partito era scosso dopo l’inchiesta tangenti che ha colpito l’ex sindaco di Sesto San Giovanni, ex presidente della provincia di Milano ed ex capo della segreteria di Pierluigi Bersani.

Tanta confusione aveva regnato, tra chi chiedeva chiarezza e chi un passo indietro. Alla fine  Penati è stato sospeso dal Pd sino “al completo (ma positivo) chiarimento della propria posizione giudiziaria”, ha stabilito nella delibera la Commissione nazionale di garanzia del Pd.

Nella nota si legge quindi ”nelle more del procedimento” l’esclusione dall’elenco degli iscrittiIl turbamento è profondo ma almeno l’auspicio è che, sulla vicenda Penati, ”non ci siano ombre e si arrivi alla verità…La Commissione sottolinea che le disposizioni in materia, statuite dall’ordinamento del Pd, sono fra le più rigorose presenti nel panorama politico italiano ed è auspicabile che, anche al fine di garantire un corretto confronto democratico fra le forze politiche, tale rigore diventi patrimonio comune dell’insieme della politica italiana”.

”Alla base delle disposizioni sopra richiamate – si aggiunge – sta la convinzione profonda e costitutiva del Pd, cui Penati si è autonomamente adeguato autosospendendosi e dichiarando di voler rinunciare alla prescrizione, che quanti rivestano responsabilità pubbliche o esercitino attività politica debbano, ancora piu’ dei comuni cittadini, mostrarsi integri e lontani da ogni forma di compromissione con l’illecito, al fine di non danneggiare con i propri comportamenti le istituzioni nelle quali operano e il partito in cui militano”.

Bersani lo aveva sostenuto ma aveva anche fatto appello affinché Penati rinunciasse alla prescrizione.

Al di là della vicenda giudiziaria,  il Pd da quando è iniziata la vicenda è sempre stato preoccupato che nel tritacarne politico-mediatico finisse il partito ed il suo segretario. Finora, come per la prescrizione, i vertici del Pd sono stati compatti nel chiedere le dimissioni di Penati anche da consigliere regionale perché, aveva detto Enrico Letta, ”nel partito non può esserci alcuna macchia”. Alla fine la decisione di sospenderlo.

IL COMMENTO DI PENATI – ”Ho fatto tutti i passi indietro doverosi, necessari a scindere nettamente la mia vicenda da quella del Pd, compresa l’autosospensione e questo senza attendere la decisione del partito. Questo per potermi difendere meglio ed evitare problemi e imbarazzi al Pd stesso. Ribadisco che sono estraneo ai fatti che mi sono contestati e sono certo che il corso della giustizia lo dimostrerà”. Così Filippo Penati ha commentato in una nota la decisione del partito.