Vaccini, la legge M5s-No vax: quarantena per i bambini vaccinati perché contagiosi

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2018 10:32
Vaccini, la legge M5s-No vax: quarantena per i bambini vaccinati perché contagiosi

Vaccini, la legge M5s-No vax: quarantena per i bambini vaccinati perché contagiosi

ROMA – Bimbi vaccinati messi in quarantena perché contagiosi. E’ solo uno, forse il più controverso, degli articoli contenuti in una proposta di legge sui vaccini presentata dal Movimento 5 Stelle nella Regione Lazio. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il documento, recante la firma dei consiglieri grillini Davide Barillari e Stefania Lombardi, si intitola “Legge quadro di revisione del sistema vaccinale regionale”. Ma quello che ne viene fuori è un manifesto No Vax a tutti gli effetti, che non solo vanifica l’obbligo di vaccinare i propri figli ma impone assurde umiliazioni per i bimbi.

Mauro Munafò sul settimanale L’Espresso ne mette in evidenza i punti più critici. Primo fra tutti l’articolo 11, quello che regola i rapporti con le scuole e che indica una quarantena di 4-6 settimane per i bambini vaccinati con virus attenuato. Una proposta figlia di una vecchia bufala, più volte smentita. Il misunderstanding è nato sul foglietto illustrativo del vaccino Mprv (Morbillo, parotite, rosolia, varicella) che recita: “Una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin dove possibile, uno stretto contatto con….”. Si parla di evitare contatti stretti non di mettere in isolamento i bambini e la precauzione è dovuta al fatto che solo in rarissimi casi il vaccino potrebbe provocare pustole contenenti il virus che potrebbe in teoria essere trasmesso a persone considerate a rischio. Sarebbe come dire che quando ci spunta un herpes dovremmo restare in quarantena per non contagiare il prossimo. Basta prestare attenzione.

C’è poi nella proposta M5s la previsione di una serie di analisi preventive e obbligatorie. Analisi che lo stesso Istituto superiore di Sanità ha già giudicato inutili. Per non parlare dell’obbligo di ottenere il nulla osta alla vaccinazione dal proprio medico, nelle 48 ore precedenti. Considerando i tempi del sistema sanitario pubblico, significa creare solo un ulteriore ingorgo burocratico.

Ma l’apoteosi si raggiunge al comma 9 che recita testualmene: “In caso di dubbi non dissipati durante il percorso informativo […] è libero di interrompere tale procedura in qualsiasi momento”. In pratica l’obbligo è bello che saltato.

Degno di nota è anche l’articolo 3 che al comma 8 prevede: “Al fine di ridurre al minimo le reazioni avverse” le vaccinazioni “devono essere eseguite a partire dalla fine del secondo semestre di vita del soggetto”. Niente vaccini nel primo anno di vita: la legge Lorenzin ne prevede dieci.

E a cancellare definitivamente il divieto di iscrizione a nidi e materne previsto dalla legge nazionale (e già messo a rischio dalla proroga della possibilità di autocertificare le avvenute vaccinazioni), ci pensa il comma 3 del già citato articolo 11: “La scuola non entra nel merito della formazione delle classi in base alle certificazioni vaccinali del soggetto, i quali vengono inseriti in base ad altri criteri di tipo non sanitario”. Si arriva così al paradosso di trovarsi il figlio umiliato e in quarantena se ha fatto i vaccini perché “rischia di essere contagioso” (bufala), mentre il suo compagno senza vaccini sta in mezzo agli altri compagnetti.

Del resto è lo stesso Barillari, primo firmatario ha confessare su Facebook che la proposta di legge è nata da “tavolo di lavoro” con le associazioni “Gnol, Auret, Assis, Comilva, Codacons, Corvelva, Sipnei, RIP Lazio, Lov; Moige”. Il Quotidiano Sanità ci ricorda che Auret è tra le associazioni che ancora sostengono la correlazione tra vaccini e autismo e Corvelva è stata condannata per i manifesti terroristici sui vaccini.