Verini, Pd: “Serve consultazione come I mali di Roma ’74”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2015 12:13 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2015 12:13
Verini, Pd: "Serve consultazione come I mali di Roma '74"

Verini, Pd: “Serve consultazione come I mali di Roma ’74”

ROMA – La crisi capitolina investe la nazione e il Pd di Renzi che su Roma ha perso la faccia e si gioca la credibilità futura: non sarà, come immaginato dal premier, il referendum sulle riforme fra un anno il banco di prova della legislatura, piuttosto quelle amministrative di maggio dove si rinnoveranno i consigli comunali di grandi città, Roma compresa.

La sfida di Roma dunque, l’esame elezioni, interpella tutta la classe dirigente democratica. Ne è conscio Walter Verini, esponente democratico, che offre una diagnosi chiara e una proposta di terapia.

Dovremo prepararle al meglio. A Roma il Pd non ha più un rapporto con la città, dobbiamo aprire una grande consultazione, sull’esempio di quel famoso convegno del cardinal Poletti su ”I mali di Roma” del ’74 ricordato da Rutelli», dice da New York Walter Verini («sono all’inaugurazione di Burri rigorosamente a spese mie»). (Nino Bertoloni Meli, Il Messaggero).

Si riferisce, Verini, al grande convegno organizzato dalla Chiesa nel 1974, a tutt’oggi rimasto ineguagliato per profondità di analisi e capacità di aggregare i ceti pensanti, chiamiamole elites, se fosse eludibile il retropensiero di casta che ammorba il dibattito politico. Anche il quotidiano Europa ha provato a recuperare lo spirito del ’74 in funzione di antidoto rispetto alla febbre antipolitica, prodotto recente di quei “mali di Roma” rimasti senza cura.

La Chiesa metteva alla prova se stessa rilanciando sulla scia del Concilio l’apertura ai bisogni della società, con riguardo soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, e insieme rafforzava l’impegno, sul piano teologico e pastorale, a difesa della integrità della fede. Così, mentre cresceva la sfortunata mobilitazione in vista del referendum sul divorzio, la Basilica di San Giovanni accoglieva una assemblea di popolo, mai vista prima, animata dal desiderio di cambiare il registro della politica capitolina, e non solo. (Europa quotidiano).