Afghanistan: ex-generale sovietico: ”Inutile l’escalation militare di Obama”

Pubblicato il 3 Dicembre 2009 10:29 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2009 10:32

Venti anni dopo la drammatica ritirata dell’Armata Rossa dall’Afghanistan, l’ultimo generale al comando sul terreno, Boris Gromov – ora in pensione – ha dichiarato che la devastante esperienza dei sovietici è un brutto segno per l’attuale escalation militare degli Stati Uniti nel Paese islamico, a quanto riferisce la rete televisiva Usa ABC.

”L’Afghanistan – ha dichiarato il generale – ci ha insegnato una lezione impagabile, e cioè che è stato e sarà sempre impossibile risolvere i problemi politici con la forza”. Parlando con i giornalisti a Mosca, Gromov ha rilevato che ”il valore dei nostri soldati è stato sprecato in una guerra che era impossibile vincere”.

Secondo il generale – l’ultimo a lasciare l’Afghanistan dopo il ritiro dell’Armata Rossa da Kabul – i piani dell’amministrazione dl presidente Barack Obama per l’invio in battaglia migliaia di altri soldati non farà alcuna differenza nella lotta contro i talebani. ”Si possono aumentare le forze o no”, ha proseguito il generale, ”ma in un caso o nell’altro il risultato sarà sempre negativo”.

Venerdi scorso, l’anniversario del ritiro sovietico, il parlamento di Mosca ha approvato una risoluzione per rendere onore ai caduti ”che sono stati fedeli al loro dovere di soldati, mostrando coraggio, eroismo e patriottismo”. Nella guerra afgana l’Unione Sovietica ha perso circa 15 mila soldati.

Il presidente Obama ha annunciato martedi ad un pubblico ed ad un congresso alquanto scettici una escalation militare che prevede l’invio in Afghanistan di 30 mila soldati nei prossimi mesi ed un ritiro delle truppe a cominciare dal 2011.