Negoziati di pace a Cipro, l’Onu: “Documenti segreti rubati dagli 007”

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 17:16 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2010 20:08

I documenti riservati dell’Onu, circa 6.500 pagine, circa i negoziati di pace fra greco-ciprioti e turco-ciprioti finiti l’anno scorso sulle pagine di alcuni giornali di Nicosia sarebbero stati sottratti da agenti dei servizi segreti (Kip) della Repubblica di Cipro. Lo riferisce la stampa greco-cipriota.

In particolare, secondo Politis (che ha pubblicato per primo la notizia) lo ”scopo evidente” del furto è quello di far fallire i colloqui per riunificare l’isola avviati nel settembre di due anni fa. Nei documenti – tra i quali appunti e corrispondenza privata dell’Inviato speciale dell’Onu a Cipro, Alexander Downer – si sarebbe parlato anche della forte volontà delle Nazioni Unite di intervenire come arbitro nei colloqui e delle ”resistenze” opposte a tale intervento dal presidente greco-cipriota Dimitris Christofias.

”Il segretariato dell’Onu – scrive Politis – ritiene che il governo della Repubblica di Cipro sia implicato nel più grande furto di documenti confidenziali nella storia delle Nazioni Unite. E se i negoziati dovessero fallire, questi fatti verranno presi in considerazione per accusare la parte greco-cipriota di aver agito in cattiva fede. E’ evidente che la fuga dei documenti era tesa a impedire l’attiva partecipazione dell’Onu ai negoziati e a danneggiare la reputazione di Alexander Downer”, conclude il giornale.

Un’indagine condotta dall’Onu ha accertato che la cassetta di posta elettronica dell’assistente di Downer era stata consultata ben 11 volte da qualcuno che ne aveva decifrato la password. Ma, come in tutte le storie di spionaggio che si rispettino, nella vicenda ci sarebbe anche un lato ”rosa”. Secondo alcuni giornali, infatti, i documenti sarebbero stati sottratti grazie alla inconsapevole collaborazione di una graziosa assistente di Downer circuita da quello che è stato definito ”un bellissimo dipendente dell’albergo di Nicosia” dove la donna risiedeva. Non è dato sapere quanto ci sia di vero in tali voci, ma sta di fatto che – dopo la pubblicazione dei documenti sui giornali – il bel greco-cipriota ha fatto perdere le proprie tracce.

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