Usa-Pakistan. La Clinton a Islamabad, tensione e colloqui gelidi

Pubblicato il 27 Maggio 2011 14:57 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2011 14:57

Hillary Clinton

ISLAMABAD, PAKISTAN – Il segretario di stato americano Hillary Clinton ha incontrato venerdi a Islamabad i dirigenti pakistani per accertare quanto sincero è il loro impegno nel combattere l’estremismo islamico dopo che l’uccisione di Osama bin Laden ha sottoposto a forti tensioni le relazioni con gli Stati Uniti.

Ma la missione della Hilton, accompagnata dal capo degli stati maggiori riuniti americani, ammiraglio Mike Mullen, non sembra aver ottenuto grandi risultati.

L’atmosfera degli incontri è stata gelida, non vi sono stati i soliti convenevoli diplomatici e sia la Clinton che Mullen sono apparsi arcigni durante un incontro nel palazzo presidenziale col presidente pakistano Asif Ali Zardari, col primo ministro Yousaf Raza Gilani e con il capo dell’esercito, generale Ashfaq Parvez Kayani.

Non vi è stata alcuna dichiarazione comune e funzionari del palazzo hanno limitato l’accesso dei giornalisti americani alla foto di gruppo, che è stato vietato registrare.

Il gelo tra i due Paesi è calato il 2 maggio quando commando americani hanno attaccato il rifugio di bin Laden, uccidendolo, sito a non più di una cinquantina di km. da Islamamabad e a ridosso della città di Abbottabad, dove è di stanza una guarnigione militare. Gli Stati Uniti sospettano che il capo di Al Qaeda non possa aver vissuto indisturbato per 5 anni nel suo rifugio, una villa, senza l’aiuto e la collaborazione di qualcuno in Pakistan.

In brevi dichiarazioni dirette a Zardari, la Clinton ha riconosciuto ”il sacrificio fatto ogni giorno da uomini e donne dei vostri militari e dai cittadini del vostro Paese”. Ma si è trattato, rilevano gli osservatori, di dichiarazioni di circostanza, perchè l’intelligence Usa ritiene che ad aiutare bin Laden a restare nascosto per tanti anni siano stati elementi dei servizi segreti pakistani per motivi ancora ignoti.

Nell’incontro con i giornalisti all’ambasciata americana la Clinton ha fatto il punto della situazione dicendo: ”C’è sempre molto da discutere sulle recenti vicende, e questo odierno è stato un incontro importante perchè abbiamo raggiunto un punto di svolta. Bin Laden è morto ma Al Qaeda e la sua rete terroristica restano una minaccia sia per noi che per il Pakistan”. La Clinton ha aggiunto che il governo di Islamabad si è dichiarato d’accordo su ”alcune specifiche azioni” da intraprendere da soli o con gli Stati Uniti, ma non ha chiarito di cosa si tratti.

Dal canto suo l’ammiraglio Mullen è stato più esplicito riguardo ai tesi rapporti tra i due Paesi. Mullen ha detto che la fiducia tra i militari dei due Paesi deve essere ricostruita, ed ha aggiunto che è nell’interesse di entrambi i Paesi di lavorare insieme per combattere il terrorismo islamico. ”C’è molto da fare ed è urgente”, ha detto.

La Clinton ed altri funzionari della Casa Bianca hanno detto che non vi sono prove secondo cui esponenti civili e militari pakistani sapessero del rifugio di bin Laden ad Abbottabad, ma sono intenzionati a premere sul Pakistan affinchè si impegni ad investigare se ufficiali e funzionari di grado inferiore siano stati complici nel nascondere e proteggere bin Laden.