G8/ Berlusconi: “Giornata che mi ripaga di tante amarezze”

Pubblicato il 8 Luglio 2009 22:25 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2009 22:44

Una giornata intera a spiegare il lavoro compiuto dall’esecutivo a sostegno delle famiglie terremotate. Una giornata passata ad accompagnare prima Angela Merkel, poi Barack Obama e infine Dmitri Medvedev tra le rovine di Onna e L’Aquila. È questa la più grande soddisfazione per il premier.

Silvio Berlusconi prima di incontrare la stampa ha tirato un sospiro di sollievo. E al presidente della regione, Gianni Chiodi, ha spiegato il suo stato d’animo: questa giornata mi ripaga di tante amarezze, sono stato più di un mese bersagliato da attacchi assurdi, queste giornate ti incoraggiano ad andare avanti. Il Cavaliere dunque considera un vero e proprio successo questo inizio di G8. Mi ha colpito, ha riferito ancora a Chiodi, soprattutto Obama, è una persona alla mano, con lui è facile andare d’accordo. “Che Dio vi benedica”, ha detto il presidente americano al governatore dell’Abruzzo. Del resto nello staff di palazzo Chigi si rimarca in primo luogo la posizione americana: quel riferimento “alla forte leadership del governo italiano” è una smentita alle parole di oggi del Nyt di critica nei confronti dell’organizzazione italiana.

Berlusconi ha voluto rimarcare proprio il clima di cordialità registrato con tutti i leader. Quelle passeggiate tra le macerie vengono considerate dei veri e propri vertici bilaterali. Con Obama che chiede come può restare in piedi la statua del ‘Guerriero capestrano’ con il terremoto e poi, togliendosi la giacca, scherza sul peso del libro regalato dalla presidenza. O con Angela Merkel che avanza tra le rovine di Onna e chiede spiegazioni sui lavori di ristrutturazione. O con il presidente russo che si informa sui criteri antisismici usati. Il G8 dell’Aquila, così, al di là dei risultati raggiunti, diventa soprattutto una vetrina per l’immagine del Cavaliere. E soprattutto smentisce i tanti ‘rumors’ circolati su alcuni giornali stranieri. “Questo – spiega un collaboratore del Cavaliere – è la prova che è sbagliato costruire un caso sul nulla”.