Iran parla di “scontro”. E gli Usa inviano mille soldati in Medio Oriente…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2019 9:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2019 10:36
Iran-Stati Uniti, sale la tensione. L'ambasciatore iraniano a Londra: "Si va verso uno scontro"

Iran-Stati Uniti, sale la tensione. L’ambasciatore iraniano a Londra: “Si va verso uno scontro”

ROMA – Gli Stati Uniti e l’Iran stanno andando verso un nuovo scontro. Uno scontro che potrebbe avere anche risvolti militari, visto che il Pentagono ha inviato mille militari in Medio Oriente. Ufficialmente a scopo difensivo, ma di questi tempi non si sa mai (e la coincidenza temporale è perlomeno sospetta). A parlare di scontro è stato l’ambasciatore iraniano in Gran Bretagna, Hamid Baeidinejad, in un’intervista alla Cnn. Ad alimentare le tensioni tra i due paesi il caso delle due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman e la decisione di Teheran di superare il limite delle riserve di uranio previsto dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015.

“Ci si sta avviando – racconta – verso un confronto e questa è una cosa seria per tutta la regione. Mi auguro che a Washington si proceda con cautela e non si sottovaluti la determinazione dell’Iran”.

L’annuncio dell’Iran: “Entro 10 giorni supereremo il limite delle riserve di uranio”.

Entro dieci giorni l’Iran supererà il limite delle riserve di uranio a basso arricchimento consentiti dall’accordo sul nucleare del 2015. Questo l’annuncio di ieri del portavoce della Agenzia iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, durante una visita di giornalisti locali al reattore ad acqua pesante di Arak, mostrata in diretta dalla tv di Stato.

Dopo l’ultimatum lanciato del presidente iraniano Hassan Rohani ai restanti partner dell’intesa lo scorso 8 maggio – a un anno dal ritiro unilaterale degli Stati Uniti – Teheran aveva già riferito di aver quadruplicato la sua produzione di uranio a basso arricchimento (non oltre il 3,67%) utilizzato come combustibile per i reattori nucleari. Un aumento delle riserve di uranio e acqua pesante era stato certificato anche dall’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di fine maggio, che però confermava la loro permanenza entro le soglie fissate dal Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa), cioè 202,8 kg di uranio e 130 tonnellate di acqua pesante. Secondo il portavoce dell’Agenzia iraniana, l’accrescimento delle riserve di uranio corrisponderà ai “bisogni della nazione”.

Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato che nei prossimi giorni invieranno ulteriori 1.000 soldati in Medio oriente.

“Ho autorizzato l’invio di ulteriori 1.000 soldati per scopo difensivo per affrontare le minacce in Medio Oriente su richiesta del Central Command”. Queste le parole del segretario alla Difesa pro tempore americano Patrick Shanahan. “I recenti attacchi iraniani – ha spiegato – validano l’intelligence che abbiamo ricevuto sul comportamento ostile delle forze iraniane, che minacciano il personale e gli interessi americani nell’area”.

La Gran Bretagna “è pronta a tutte le opzioni”.

La Gran Bretagna è pronta a esaminare “tutte le opzioni” se l’Iran abbandonerà gli impegni previsti dall’accordo sul nucleare. Lo ha dichiarato oggi un portavoce della premier uscente Theresa May, alzando i toni della retorica anti-Teheran di Londra dopo la controversa vicenda dell’attacco alle due petroliere nel Golfo. “Siamo stati chiari nell’esprimere le nostre preoccupazioni… Se l’Iran dovesse cessare di rispettare i suoi impegni, dovremmo valutare tutte le opzioni disponibili”, ha detto il portavoce.

Anche i sauditi accusano l’Iran per l’attacco alle petroliere.

Anche i sauditi, dopo gli americani e i britannici, hanno accusato apertamente l’Iran di aver attaccato le due petroliere nel Golfo dell’Oman. Ma sia Riad che Washington, al momento, vorrebbero evitare una guerra con Teheran. Che porterebbe ad una chiusura dello stretto di Hormuz, dove passa buona parte del traffico petrolifero mondiale. Nel pieno della crisi, provocata da un attacco non ancora chiarito a due navi cargo norvegesi e giapponesi, la monarchia saudita ha preso una posizione netta contro l’odiato regime degli ayatollah. Il principe ereditario Mohamed bin Salman, in un’intervista al quotidiano panarabo Asharq al-Awsat, ha affermato che Teheran ha “mancato di rispetto alla visita del premier giapponese”, che tentava una mediazione sul dossier nucleare, ed “ha risposto attaccando le due petroliere”. L’erede al trono saudita ha mostrato i muscoli al rivale sciita, avvertendo che Riad “non esiterà a fronteggiare qualsiasi minaccia contro la propria sovranità ed propri interessi vitali”. 

Fonte: Ansa.