Libia, navi Marina Militare fanno rotta verso Tripoli: esercitazione o piano b?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2015 10:45 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2015 18:56
Libia, navi Marina Militare fanno rotta verso Tripoli: esercitazione o piano b?

Libia, navi Marina Militare fanno rotta verso Tripoli: esercitazione o piano b?

ROMA – “Navi militari italiane sono partite da Spezia e Taranto facendo rotta verso la Libia, formalmente impegnate in una esercitazione ma pronte a intervenire in caso di necessità”. Lo scrive il quotidiano La Stampa, sabato 28 febbraio, in prima pagina. Le navi, si sottolinea, “si fermeranno prima, al confine con le acque territoriali di Tripoli”.

Nell’articolo si spiega che dalla Spezia è salpata venerdì la nave San Giorgio, giunta da Brindisi per imbarcare gli incursori del battaglione. Il quotidiano fa riferimento alle preoccupazioni per gli effetti di un precipitare degli eventi sugli interessi strategici e commerciali dell’ Italia in Libia, a cominciare dal Greenstream, il gasdotto sottomarino dell’Eni, che si snoda dalla stazione di compressione di Mellitah e il terminale di ricevimento del gas a Gela, in Sicilia: una struttura di 520 km, molti dei quali percorsi sotto il Mediterraneo, protetta dai 20 mila uomini della guardia fedele al governo legittimo di Tobruk.

“Quasi due anni fa – ricorda il giornale – il terminal di Mellitah era stato occupato da un gruppo di berberi. Ora fa gola ai guerriglieri pronti a sabotare il nemico occidentale”. La San Giorgio, scrive La Stampa, è salpata all’ ora di pranzo di venerdì dopo che per tutta la mattinata si sono susseguite le operazioni di carico di materiale e rifornimenti per i militari. Il gruppo operativo incursori dovrebbe rimanere in acque italiane dopo una sosta in Sicilia, all’alba di oggi, nella base di Augusta.

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“In queste settimane – si legge – la Marina Militare sta intensificando le manovre in Mediterraneo e dal 2 marzo ritornerà ad effettuare l’esercitazione ‘Mare Aperto’ nelle acque del Tirreno e dell’ Ionio, con il dispiegamento di buona parte delle unità disponibili. Sarà una occasione per ‘mostrare i muscoli’ di fronte a una crisi molto delicata”.

Interpellato sul caso, il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa, ha spiegato che “l’esercitazione Mare Aperto viene ripetuta nel tempo. Evidentemente le esercitazioni, le attività addestrative svolgono anche il ruolo di dissuasione. Le altre attività di sorveglianza e protezione sono sempre in atto, quindi vi è la prontezza e la preparazione ad eseguire le direttive politiche e a garantire la sicurezza”.

Il generale ha sottolineato che le attività che le forze armate possono compiere  “coprono un ampio spettro e, tra queste, si estrinsecano anche le esercitazioni come quella recentemente avviata dalla Marina Militare che indirettamente riveste anche un ruolo di dissuasione in senso generale (esercitazione ‘Mare Aperto’ nel Mar Tirreno e Ionio)”.

Questa esercitazione, ha chiarito Graziano, “rappresenta un evento addestrativo di routine che era stato sospeso per l’impegno delle unità navali italiane nell’operazione Mare Nostrum. Gli uomini e le donne delle forze armate sono quotidianamente impegnati nel garantire la sicurezza del Paese attraverso la difesa aerea, le operazioni di sicurezza marittima e di controllo dei flussi migratori nonché la difesa del territorio”.