Libia, Sarraj: “Europei arrivati tardi e divisi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2020 11:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2020 11:42
Libia, Sarraj: "Europei arrivati tardi e divisi"

Fayez al Sarraj (Ansa)

BERLINO  –  “L’Europa deve fare autocritica. Gli europei sono arrivati troppo tardi”: si apre con il j0accuse del premier libico Fayez al Sarraj la conferenza di Berlino sulla Libia. 

In una intervista al Welt am Sonntag il primo ministro si è detto deluso anche dalle divergenze delle posizioni in Europa sulla questione libica, con la Francia più favorevole al rivale Khalifa Haftar. “Ci saremmo aspettati che la Unione europea si schierasse in modo chiaro contro l’offensiva di Haftar, e che aiutasse a risolvere la crisi attuale. L’Europa purtroppo ha avuto finora un ruolo molto modesto. Anche se alcuni Paesi hanno un rapporto speciale con la Libia e sono nostri vicini con molti interessi in comune”, ha aggiunto Sarraj.

In un’altra intervista ad un quotidiano tedesco, Die Welt, il capo del governo libico di unità nazionale ha chiesto lo spiegamento di una “forza di protezione internazionale” in Libia nel caso in cui il generale Haftar riprenda le ostilità, alla vigilia del vertice di Berlino, volto a rilanciare il processo di pace. “Se Khalifa Haftar non pone fine alla sua offensiva, la comunità internazionale dovrà intervenire con una forza internazionale per proteggere la popolazione civile libica. Vorremmo una forza di protezione – ha detto Sarraj nell’intervista rilasciata prima del vertice di Berlino – non perché dobbiamo essere protetti come governo ma per proteggere la popolazione civile libica, che è stata bombardata per nove mesi”, ha aggiunto.

Secondo il capo del governo di Tripoli la missione, armata, dovrebbe essere posta “sotto l’egida delle Nazioni Unite” e si dovrebbe decidere se ne debbano far parte l’Unione Europea, l’Unione Africana o la Lega Araba.

Lo stesso ministro degli Esteri europeo, Josep Borrell, aveva invitato nelle scorse ore i Paesi europei a “spezzare le loro divisioni” e ad impegnarsi maggiormente nella ricerca di una soluzione per porre fine al conflitto. “Se sarà concordato un cessate il fuoco – ha detto – l’Ue deve essere pronta ad aiutare ad attuare e monitorare questa tregua, possibilmente con soldati, nell’ambito di una missione dall’Ue”. (Fonti: Ansa, Afp)