Obama all’Onu contro tutti. Condanna Siria, Iran e “chi calunnia Maometto”

Pubblicato il 25 settembre 2012 16:35 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 19:28
Barack Obama

Barack Obama (Foto Lapresse)

NEW YORK – All’assemblea generale dell’Onu Barack Obama ce ne ha per tutti. Attacca il regime siriano di Bashar al Assad, “dittatore di Damasco”. Se la prende con il governo iraniano, che “sostiene il dittatore di Damasco e gruppi terroristici all’estero”. Con chi,  ”fra israeliani e palestinesi, gira le spalle alla prospettiva di pace”. Con chi calunnia “il profeta dell‘Islam“. E chiarisce: “Gli Stati Uniti ”non si ritireranno mai dal mondo”.

Tornando sugli attacchi contro le sedi diplomatiche americane in Medio Oriente il presidente americano ha detto che “sono stati un’aggressione agli ideali stessi su cui l’Onu è stata fondata. Oggi possiamo dire che il nostro futuro sarà determinato da gente come Chris Stevens e non dai suoi assassini”.

“Questa violenza e intolleranza non ha posto tra le nostre Nazioni Unite. Non ci sono parole o scuse per uccidere gente innocente, né per dare fuoco a un ristorante in Libano, distruggere una scuola a Tunisi o provocare morte e distruzione in Pakistan”.

Sulla questione mediorientale e del nucleare iraniano e non solo ha detto: “Rispettiamo il diritto degli Stati di accedere al nucleare per uso civile, ma uno degli scopi delle Nazioni Unite è vigilare che sfruttiamo quel potere per la pace. Un Iran dotato dell’arma nucleare non è una sfida che si può tollerare: minaccerebbe la sicurezza di Israele, la sicurezza degli Stati del Golfo e la stabilità dell’economia globale. Rischierebbe di scatenare una corsa al riarmo nucleare nella regione, mettere a rischio il trattato di non proliferazione. Ed ecco perché gli Stati Uniti faranno ciò che è necessario per impedire all’Iran di avere l’arma nucleare”.

Ma l’intento principale del discorso di Obama, tra i più attesi a questa 67a assemblea generale dell’Onu, ha soprattutto cercato di allentare la tensione sugli scontri tra Islamici e non dopo il film “L’Innocenza di Maometto” e le vignette di Charlie Hebdo. “Il futuro non può appartenere a coloro che calunniano il Profeta dell’Islam”, ha detto il presidente americano, ma ”per essere credibili, coloro che condannano queste calunnie devono condannare anche l’odio che vediamo quando l’immagine di Gesù Cristo viene dissacrata , le chiese vengono distrutte e l’olocausto viene negato”.