Turchia, truppe in Iraq. Baghdad chiede “ritiro immediato”

(foto Ansa)
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BAGHDAD – Il governo iracheno ha chiesto “il ritiro immediato” dei soldati turchi entrati nel nord del Paese nella zona di Mosul. I militari di Ankara, con il supporto di una ventina di carri armati, sono sul territorio dell’Iraq ufficialmente per addestrare i miliziani impegnati nella guerra all’Isis. “Abbiamo conferma che un reggimento meccanizzato con carri armati e artiglieria è entrato in territorio iracheno”, si legge in una nota dell’ufficio del premier, Haider al-Abadi, “ufficialmente per addestrare gruppi iracheni, senza la richiesta o l’autorizzazione dalle autorità federali irachene”. “Questo schieramento”, prosegue il comunicato, “è considerato una grave violazione della nostra sovranità”.

L’ingresso dei 150 soldati turchi, accompagnati da 20-25 carri armati, nella zona è in realtà il frutto di un accordo con il governo regionale curdo, in base al quale la Turchia avrà una base militare permanente nella zona di Bashiqa – nella provincia di Mosul nel nord dell’Iraq. Questo per facilitare il ruolo di addestramento delle forze turche nella regione a favore dei peshmerga curdi. Lo riporta il quotidiano Hurriyet spiegando che il 4 novembre è stato firmato un accordo in tal senso dal presidente del governo regionale del Kurdistan iracheno Massoud Barzani e dal ministro degli Esteri turco Feridun Sinirliglu. Bashiqa si trova a 32 chilometri a nord di Mosul, che è sotto il controllo del sedicente Stato islamico (Is) dal giugno del 2014. Qui da oltre due anni un gruppo di 90 soldati turchi addestra i peshmerga e altri gruppi anti Is. Con un aumentato numero di militari turchi nell’area si prevede anche un maggiore numero di miliziani addestrati.

Secondo fonti americane, i militari turchi sono circa 1.200. Per il portavoce delle Unità per la mobilitazione popolare (Pmu, milizie sciite) le forze di terra turche si starebbero preparando a sostenere la coalizione internazionale nell’offensiva per riconquistare Mosul, dal giugno dello scorso anno in mano a Isis.  Secondo l’agenzia ufficiale turca Anatolia i movimenti militari di venerdì sono soltanto il normale avvicendamento delle truppe della missione di addestramento. Per Ankara “150 soldati sono in missione di addestramento”, assieme a 25 carri armati.

 

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