Turchia, da Usa e Europa alt a Erdogan: “Rispettare il diritto di manifestare”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 12 Giugno 2013 13:20 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 13:21
Turchia, da Usa e Europa alt a Erdogan: "Rispettare il diritto di manifestare"

(Foto Lapresse)

ISTANBUL – Dopo la notte di peggiori scontri ad Istanbul, ora che piazza Taksim è stata “ripresa” dalla polizia turca con cariche, lacrimogeni e getti d’acqua, il mondo si accorge che il premier Recep Tayyip Erdogan ha esagerato. La serie di condanne, caute e diplomatiche, è stata inaugurata dagli Stati Uniti, seguiti da Germania, Francia e Italia, con il ministro degli Esteri Emma Bonino che ha voluto distinguere le manifestazioni turche dalle primavere arabe.

USA – In mattinata ora europea la Casa Bianca, per bocca della portavoce Caitilin Hayden, aveva invitato la Turchia a garantire “il diritto di espressione e di manifestazione. Continuiamo a seguire con preoccupazione gli eventi in Turchia e il nostro interesse è quello del sostegno alla libertà di espressione e di assemblea, compreso il diritto di protestare pacificamente. Cediamo che la stabilità di lungo termine della Turchia sia meglio garantita sostenendo le libertà fondamentali e la libertà dei media. La Turchia è un Paese alleato e amico degli Stati Uniti, e ci aspettiamo che le autorità turche sostengano queste libertà fondamentali”.

ITALIA – Stessa linea dell’Italia, con il ministro degli Esteri Emma Bonino che ha ricordato che Roma continua a sostenere l’adesione della Turchia all’Unione Europea, e ha tenuto a precisare che “piazza Taksim non è piazza Tahrir”, che le manifestazioni in Turchia sono sorte in modo ”spontaneo”, il partito dell’opposizione si è unito ai manifestanti ma non le ha guidate. E certo la differenza tra le primavere arabe e la primavera turca è evidente. Il nome di primavera può esser dato solo perché gli stessi dimostranti lo hanno usato, accanto a quello di “maggio ’68 turco”. Ma se le primavere arabe hanno portato al ritorno di valori musulmani, in Turchia sta accadendo proprio il contrario.

FRANCIA – Anche la Francia ha chiesto ”pacificazione e moderazione” in Turchia. ”Abbiamo parlato anche di Turchia, ha detto il ministro degli Esteri Laurent Fabius, ricordando la telefonata avuta ieri con l’omologo turco Ahmet Davutoglu. Mi ha spiegato qual era la sua visione e gli ho detto la posizione della Francia: auspichiamo la moderazione e la pacificazione e la soluzione passa per il dialogo, li’, come ovunque. Bisogna trovare una pacificazione democratica e spero che si trovi rapidamente”.

GERMANIA – Critiche anche dalla Germania, che con la Turchia ha un rapporto più stretto visto il numero di turchi sul proprio territorio nazionale. ”Le immagini di Taksim turbano”, ha detto il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle in una nota su quanto sta avvenendo in Turchia, criticando duramente il governo.