Wikileaks, gli Usa: “Non tratteremo, il sito viola la legge e mette in pericolo vite umane”

Pubblicato il 28 novembre 2010 9:40 | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2010 9:49

Gli Stati Uniti hanno escluso ieri sera qualsiasi trattativa con Wikileaks sulla diffusione di documenti confidenziali del Dipartimento di Stato, affermando che il sito internet ne e’ in possesso in violazione della legge americana. ”Noi non entreremo in un negoziato sulla diffusione o divulgazione di documenti riservati americani ottenuti illegalmente”, ha scritto il consigliere giuridico del Dipartimento di stato, Harold Koh, in una lettera al fondatore del sito, Julian Assange e al suo avvocato, e resa nota ai media. ”Come voi sapete – afferma Koh – se uno qualunque di questi documenti che volete pubblicare e’ stato fornito da funzionari governativi, o da un qualche intermediario senza la necessaria autorizzazione, sara’ stato in violazione della legge americana e senza prendere in considerazione le gravi conseguenze di questo gesto”. ”La violazione della legge – prosegue Koh – dura per tutto il tempo che Wikileaks sara’ in pssesso del materiale”.

ll consigliere giuridico del Dipartimento di Stato ha aggiunto che l’imminente pubblicazione – preannunciata per stasera – di circa 250 mila documenti diplomatici americani ”minaccia le vite di attivisti per i diritti umani, giornalisti e soldati e minaccia operazioni internazionali in corso per contrastare la proliferazione nucleare e il terrorismo”.

Lo scrive l’autorevole sito americano Politico.com, che ha avuto visione delle missiva: ”Malgrado il suo asserito desiderio di proteggere quelle vite – scrive Koh ad Assange – lei ha fatto il contrario e messo in pericolo innumerevoli persone”.

”Le ha reso vano il suo asserito obiettivo – prosegue il testo – distribuendo ampiamente questo materiale grezzo, senza riguardo per la sicurezza e la sacralita’ delle vite che la sua azione mette in pericolo”. La lettera di Koh – afferma il Dipartimento di Stato, secondo quanto riferisce Politico.com – giunge in risposta a una lettera scritta da Assange allo stesso Dipartimento venerdi’ scorso, in cui il fondatore di Wikileaks chiede chi sarebbe danneggiato dalla pubblicazione dei documenti.

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