Corsico, Frosini e altri lobbisti, Giornale elenca. Berlusconi ha un partito…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2014 12:29 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2014 12:29
L'articolo del Giornale

L’articolo del Giornale

ROMA – Una “pattuglia di lobbisti” si sta muovendo con grande dimestichezza tra incarichi di ogni tipo, avverte Stefano Sansonetti, sul Giornale e li elenca, nome e cognome. Come nella parabola della trave e della pagliuzza, il Giornale denuncia gli intrecci dei lobbisti ma dimentica che il fondatore e fratello dell’attuale proprietario del Giornale, Berlusconi, è la madre di tutte le lobby, avendo a disposizione per la pressione politica a favore dei propri interessi un intero partito: prima orza Italia, poi Popolo della Libertà, ora di nuovo Forza Italia.

Ma se la pagliuzza non deve nascondere la trave, così la trave non può giustificare la pagliuzza.

Si tratta, scrive di Stefano Sansonetti un “consistente cumulo di strapuntini che pone alcuni di loro al centro di un autentico groviglio a rischio di conflitto d’interessi. A sorprendere, tra l’altro, è il fatto che incroci e sovrapposizioni finiscano quasi sempre per investire le stesse società pubbliche”.

Segue l’elenco.

“Tra i casi più in vista c’è quello di Giuliano Frosini, ex capo della segreteria particolare dell’allora ministro del lavoro, Antonio Bassolino, e già collaboratore di un altro ex ministro del lavoro come Cesare Salvi. Frosini da qualche mese è entrato nel consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato, controllate al 100% dal Tesoro. Peccato, però, che nel frattempo si sia ben guardato dal lasciare un’altra poltrona pesante, quella di responsabile affari istituzionali di Terna, la società di gestione della rete di trasmissione elettrica che rientra nella sfera di controllo della Cassa depositi e prestiti.

Nota Sansonetti che

“è appena il caso di far notare quali e quanti «argomenti» di interesse comune coinvolgano Ferrovie e Terna, a cominciare dalle reti ad alta tensione. Per non parlare di come il tema sia diventato ancor più sensibile dopo che il governo ha deciso di aumentare le tariffe elettriche per la trazione ferroviaria”.

Poi c’è Fabio Corsico, appena entrato nel consiglio di amministrazione di Terna:

“Fabio Corsico è allo stesso tempo capo delle relazioni istituzionali del gruppo Caltagirone, la galassia che fa capo all’immobiliarista Francesco Gaetano Caltagirone e ha forti interessi nel mondo dell’energia (anche elettrica) visto che detiene il 16,3% in Acea, la multiutility controllata dal comune di Roma. All’interno del gruppo del costruttore, Corsico occupa un posto anche nei cda di Cementir, Energia e Il Gazzettino. In più, sempre in rappresentanza di Caltagirone, siede nel consiglio di Grandi Stazioni, società il cui pacchetto di maggioranza (in attesa di ulteriori cessioni) è in mano alle Ferrovie dello Stato.

Corsico è anche senior advisor per l’Italia di Credit Suisse, la banca che da sempre assiste Terna su tutti i principali dossier. Insomma, una fila indiana di incarichi all’interno dei quali trova spazio pure uno scranno nel consiglio della Fondazione Crt, azionista forte di Unicredit (2,5%). Ma tra le partecipazioni pesanti della fondazione torinese c’è pure un 5,06% in Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l’Italia”.

Francesco Delzio è a capo delle relazioni istituzionali di Atlantia. Tra i suoi incarichi, scrive Stefano Sansonetti, c’è la presidenza di Ad Moving (concessionaria di pubblicità del settore autostradale), un posto nel comitato scientifico di Inpiù (pubblicazione on line che fa capo al presidente della Bnl, Luigi Abete) e una poltrona nel comitato scientifico di Symbola, la fondazione presieduta da Ermete Realacci (Pd) che tanto si è attivata per favorire l’ascesa di Catia Bastioli alla presidenza di Terna”.

Paolo Messa, che siede nel comitato scientifico di Inpiù è

“nato con Marco Follini (ex Udc ed ex Pd), di cui è stato portavoce. Oggi Messa è consulente di Invimit, la società del Tesoro che dovrebbe valorizzare il patrimonio pubblico italiano. L’amministratore delegato di Invimit, curiosamente, è Elisabetta Spitz, ex moglie di Follini”.

Paolo Messa è anche

“tra i soci ordinari di Italiadecide, il pensatoio presieduto da Luciano Violante (Pd) e sostenuto, tra gli altri, da Autostrade e Terna. Per non considerare che Messa vanta pure un posto nel cda del Conai (Consorzio nazionale imballaggi) ed è amministratore della società editrice Lola Media Group. E non si può dimenticare come Messa sia il factotum di Formiche, la rivista di estrazione folliniana edita da una società che si chiama Base per Altezza. Nel cui cda, fino a qualche tempo fa, trovava spazio il quasi onnipresente Corsico. Come si vede un intreccio incredibile, un groviglio in cui i soliti noti si spartiscono decine di poltrone in posizioni non proprio da manuale”.