Fifa, così gli Usa si sono vendicati per lo scippo subito nel 2010

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2015 11:22 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2015 11:22
Fifa, così gli Usa si sono vendicati per lo scippo subito nel 2010

Fifa (LaPresse)

ROMA – L’accusa più grave nel dossier raccolto dal dipartimento di Giustizia americano è quella di racketeering, ovvero come ha detto ieri, 27 maggio, il ministro per la Giustizia Loretta Lynch “di aver trasformato la federazione in un’associazione malavitosa, dedicata al crimine organizzato: da sola può chiudere in galera i 14 sospetti per vent’anni”.

Le altre 46 violazioni del codice non sono comunque da meno: si va dalla cospirazione alla corruzione, dall’evasione fiscale alla contraffazione di documenti e di contabilità, nel tentativo di nascondere i proventi illegittimi. Se il tribunale statunitense riuscirà a provare questi delitti, l’impatto sulla Fifa sarà notevole, perché infrangerà il muro di gomma che finora ha circondato la federazione.

Come racconta Flavio Pompetti sul Messaggero di Roma,

l’amministrazione statunitense non ha mai digerito la sconfitta della candidatura al mondiale per il 2022, e ha chiesto dopo la fase finale dell’assegnazione nel dicembre del 2010 a quella che al tempo era uno dei suoi più brillanti procuratori dell’ufficio di Brooklyn di verificare le voci di una combine in favore del Qatar. Loretta Lynch ha scavato nei conti bancari dei funzionari Uefa, ha ordinato intercettazioni e incrociato i dati fiscali di alcuni sospetti. È così che è caduto nella rete il primo dei corrotti: Charles (Chuck) Blazer, un imprenditore che ha iniziato a interessarsi di calcio quando il figlio ha iniziato a tirare calci al pallone nel 1976, e che è riuscito a trasformare la lega americana dalla perenne promessa mancata ad una realtà economica esplosiva. Blazer ha incassato decine di milioni con il calcio in America, ma si era dimenticato di pagare le tasse, anzi aveva depistato i profitti sui paradisi fiscali, per evitare di farlo. La procura di Brooklyn lo ha convinto a collaborare, e a farsi installare un microfono addosso, con il quale ha registrato conversazioni compromettenti tra i funzionari Fifa alle Olimpiadi di Londra del 2012. Con il suo aiuto è stato incastrato per corruzione, e arrestato ieri a Zurigo, Jack Warner, ex presidente della Concacaf che riunisce le federazioni di Canada, Usa e gli stati caraibici. E con Warner, residente negli Usa, l’inchiesta ha acquisito il diritto di accedere ad un tribunale americano.

La Fifa era stata allertata dei sospetti di irregolarità tra le leghe americane, al punto di commissionare all’ex procuratore distrettuale Michael Garcia un’indagine interna. Garcia l’ha consegnata l’anno scorso, ma si è poi dissociato dalla decisione finale della federazione di non dar luogo a procedere, per mancanza di indizi di reato. Di parere diverso è stata la procura di Brooklyn, la cui indagine ha prodotto i risultati che abbiamo visto ieri, con l’intervento del ministero della Giustizia, oggi capitanato dalla stessa Loretta Lynch (…)