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Flavio Tosi: “Renzi è un chiaccherone. 80 euro? No, ricetta è spesa pubblica e tasse”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2014 10:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2014 10:29
Flavio Tosi: "Renzi è un chiaccherone. 80 euro? No, ricetta è spesa pubblica e tasse"

Renzi (LaPresse)

ROMA – “Renzi è un bluff. Bossi, Berlusconi e l’indipendenza della Padania vanno messi da parte. E Salvini non può sognare la leadership del centrodestra”. Così ha parlato Flavio Tosi in un’intervista a Libero.

Tutti fanno a gara per trattare con Matteo Renzi, grillini compresi. «Le riforme è meglio condividerle. Però…». Però? «Però l’unica differenza che vedo tra Renzi e Berlusconi, oltre all’età, è che il premier è più parolaio del Cavaliere. In più ha il totale appoggio dei mass media. Berlusconi è proprietario di alcune tv e giornali ma non ha mai avuto una copertura praticamente totale come quella di Renzi».

Esagerato. «Renzi è un chiacchierone. È partito col promettere riforme nei primi tre mesi, ora parla di mille giorni. Pensare che è stato sindaco, eppure io guido Verona da sette anni e nei sei anni precedenti lo Stato mi ha tagliato 37 milioni. In un anno di Renzi me ne hanno tolti 31».

Almeno vi avrà sistemato le scuole. O no? «Intorno al 20 marzo aveva promesso interventi per 3,7 miliardi e aveva scritto a tutti i sindaci. Gli avevano risposto in 4.400 e lui ha mandato una nuova lettera chiedendo documentazione entro il 23 maggio. Due giorni prima delle elezioni. Ma pare voglia mettere solo 122 milioni totali, altro che quasi 4 miliardi ».

Però ha imbroccato la scelta degli 80 euro. «No no no, se si legge per bene gli 80 euro in più non sono altro che una richiesta all’Europa di sforare il debito di oltre 40 miliardi. La ricetta Renzi è spesa pubblica e tasse».

Vabbè, Tosi, però Renzi ha preso il 40%. Come se lo spiega? «Un po’ per Grillo. I sondaggi, che non escludo possano essere stati pilotati, attribuivano al M5S e a Renzi un testa a testa. E molti, per paura di Grillo, hanno scelto il Pd. Poi, come detto, Renzi ha una copertura mediatica assoluta. Nessuno dice che Renzi è stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale. Berlusconi è stato linciato per molto meno, anche prima delle sentenze, e lo dico io che non sono mai stato tenero con Berlusconi. Per non parlare della vicenda della casa di Firenze che gli pagava l’amico Carrai… Enrico Letta era molto più capace di Renzi, eppure…».

Eppure Renzi ha preso il 40% «Molti esponenti del mondo industriale si sono esposti a favore del Pd. Non eramai successa una cosa simile, neanche con Berlusconi. E molti industriali italiani hanno in mano i giornali…».

Tutti masochisti? «Renzi prima di far fuori Letta si è fatto benedire dalla Merkel ed è evidentemente gradito a certi ambienti economici e finanziari. Per fare alcune cose serve copertura, oltre a un mandato ben preciso».

Forse la spiegazione del successo di Renzi è un filo più semplice, e va cercata nell’inconsistenza del centrodestra. Non crede? «In questo Paese succedono cose strane, per esempio l’inchiesta sul Mose che è scoppiata dopo le elezioni e non prima. E dove anche il Pd è stato pesantemente coinvolto. Eppure anche chi ammette di aver preso mezzo milione se la cava con un patteggiamento. Di quell’indagine resteranno solo gli strascichi su Forza Italia, guarda un po’» (…)