Marco Travaglio, Fatto Quotidiano: “Compiti per l’autunno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2015 8:24 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2015 8:25
Marco Travaglio, Fatto Quotidiano: "Compiti per l'autunno"

La notizia della morte del piccolo Aylan sulle prime pagine estere (LaPresse)

ROMA – “Compiti per l’autunno” è il titolo dell’editoriale in prima pagina del Fatto Quotidiano a firma di Marco Travaglio.

Le buone notizie, secondo i vecchi canoni del giornalismo, non sono notizie: la notizia è se un tizio cade dal balcone; se invece non cade e resta sul balcone nessuno ne scrive, altrimenti manca lo spazio per raccontare tutti quelli che nel mondo si affacciano al balcone senza precipitare di sotto. Però, con l’aria che tira, le vecchie regole non valgono più. C’è volutala foto di Aylan, il bambino siriano di tre anni annegato mentre, con altri profughi, cercava di raggiungere dalla costa turca di Bodrum le coste dell’isola greca di Kos, per togliere normalità alla conta quotidiana delle centinaia di migranti che affogano durante le traversate.

Senza il cadaverino di Aylan, quei numeri resterebbero tali e farebbero notizia solo sopra il migliaio (per ora: poi sopra la decina di migliaia e così via, in una cinica escalation dell’assuefazione). Perciò quasi tutti i quotidiani e i siti del mondo hanno violato un’altra regola aurea del giornalismo: non si pubblicano foto di bambini morti. Questa volta è diverso, non c’è nulla di morboso nel mostrarli: c’è semmai il tentativo di reagire alla mitridatizzazione dell’orrore, alla routinizzazione della morte, e anche di dare un volto e un nome a quella massa indistinta di cadaveri senza identità che ogni giorno s’inabissano sui fondali del Mare Nostrum e della nostra memoria. La buona notizia è che, dopo quella foto, chi dice “invasione” come se parlasse di cavallette o zanzare o topi, forse si vergognerà almeno un po’. Voltando totalmente pagina, c’è qualche buona notizia anche nella nostra politicuzza domestica.

Il Pd annuncia di avere raccolto 5 milioni di euro da oltre 500 mila contribuenti che hanno deciso di finanziare il proprio partito con il 2 per mille sulla dichiarazione dei redditi del 2015. Anche Sel esulta, avendo raccolto 900 mila euro (degli altri partiti si sa ancora poco, e dei 5Stelle che preferiscono le donazioni private, dirette e volontarie). È un buon segno, rispetto al primo anno di sperimentazione della legge Letta, il 2014, quando tutti i partiti insieme avevano raggranellato la miseria di 325 mila euro. Il Fatto, pur giudicandola un progresso rispetto al finanziamento pubblico diretto a pioggia (2 miliardi e mezzo sgraffignati dai partiti ai cittadini in vent’anni in barba al referendum del 1993), aveva criticato la legge Letta quando fu varata due anni fa, perché sostituiva al finanziamento pubblico diretto quel-lo indiretto (…)