Parigi. Matteo Salvini, “leader senza passaporto”, Sole 24

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 12:28 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 12:28
Parigi. Matteo Salvini, "leader senza passaporto", Sole 24

Parigi. Matteo Salvini, “leader senza passaporto”, Sole 24

ROMA – A proposito dello scontro tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il leader della Lega Nord Matteo Salvini dopo i terribili attentati di Parigi e la risposta delle politiche di sicurezza da opporre alla sfida jihadista, la notista politica del Sole 24 Ore Lina Palmerini rileva la potenziale minaccia all’auspicata unità d’intenti di tutte le forze politiche.

E soprattutto il basso profilo della polemica, non rilevabile fuori dagli asfittici confini del dibattito televisivo nazionale. Colpa soprattutto dell’infelice sortita del ministro indirizzata a Salvini (“Sembra dispiaciuto che non sia accaduto in Italia”), una replica di dubbio gusto oltre che politicamente inefficace. Alfano ha perso l’occasione, suggerisce Palmerini, per far emergere le divisioni in seno al centrodestra a dispetto dell’unità di facciata esibita alla manifestazione di Bologna.

E sottolineare l’assenza di relazioni, oltre che di conoscenze, del leader leghista in ambito internazionale, “i limiti di un leader senza passaporto”. Salvini e Berlusconi, per quanto riguarda la politica estera sono agli antipodi.

[…] Tutto in un unico calderone: Salvini mette insieme gli sbarchi, gli occupanti abusivi, il welfare italiano e difende pure il crocifisso e la Chiesa, proprio lui che se l’era presa perfino con il Papa contro l’accoglienza degli immigrati. Tante provocazioni e affermazioni che restano sempre nel recinto di casa quando invece il cuore di tutto sono le grandi scelte sulla Siria, sulla Libia.

Materie di politica estera che il leader leghista maneggia con poca conoscenza e scarsa competenza. Infatti, per quanto Salvini si sforzi di costruire una sua rete di relazioni, non ha portato a casa quasi nulla. Non il viaggio in Israele – il visto gli è stato negato da Tel Aviv – mentre sulla Russia resta a rimorchio del Cavaliere. Ma un leader senza un “passaporto” politico e senza una reputazione internazionale può essere credibile quando in ballo ci sono grandi questioni internazionali?

Può essere utile alla sicurezza del Paese un leader che vuole l’Italia fuori dall’Europa quando invece la risposta deve passare necessariamente anche dall’Ue? In sostanza, l’isolamento internazionale di Salvini è il suo limite più grave mentre è un terreno su cui il vecchio leader Berlusconi si muove con agio. (Lina Palmerini, Il Sole 24 Ore).