Pensioni pubbliche costano 40% più di private. Fmi: tagli a quelle statali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 9:46 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 9:46
Pensioni pubbliche costano 40% più di private. Fmi: tagli a quelle statali

Pensioni pubbliche costano 40% più di private. Fmi: tagli a quelle statali

ROMA – Nel 2012 le entrate da contributi si sono fermate a 208 miliardi, mentre le uscite per le prestazioni sono state di 295 miliardi. Le invalidità civili da sole costano allo Stato oltre 17 miliardi. L’assistenza costa da sola 72 miliardi. L’ex Inpdap da sola perde ogni anno, da tempi lontani, quasi 9 miliardi. Rispetto alle pensioni dei lavoratori privati, la media dei trattamenti pubblici è più alta di un 40%.

Scrive Fabio Pavesi sul Sole 24 ore:

Il monito è dell’altro ieri e l’ha lanciato il Fondo monetario internazionale. Senza toccare le pensioni il taglio della spesa pubblica italiana rischia di essere aleatorio. Questo il senso del messaggio dell’organismo internazionale. Del resto quando per le pensioni si spende il 30% degli 800 miliardi del totale della spesa pubblica italiana non si può far finta di niente. Nel 2013 la spesa per le sola previdenza è stata infatti di 254 miliardi, il 16,3% del Pil. Solo due anni prima nel 2011 la spesa previdenziale era stata di 243 miliardi, quindi con un incremento di 11 miliardi secchi, con un aumento del 4,5% in soli due anni. Questo mentre il Paese perdeva quote di Pil. Non è un fenomeno nuovo. Già la relazione Giarda denunciava che non c’è capitolo della spesa pubblica che salga così tanto come quella legata alle prestazioni previdenziali.

Le statistiche dell’Istat dicono che negli ultimi 10 anni il costo del sistema previdenziale è salito di oltre 50 miliardi. E pare che la corsa sia inarrestabile. L’ultima stima del Def del Governo, pubblicato in primavera prima che le condizioni macro-economiche peggiorassero ulteriormente vedono la spesa per pensioni salire di oltre 6 miliardi all’anno da qui al 2018 con un tasso di incremento medio del 2,5% l’anno. Ben più della crescita attesa del Pil del Paese che è tuttora negativa. Ecco perché il monito dell’istituzione guidata da Christina Lagarde non è poi così campato per aria. Hai voglia a tagliare auto blu, spese della politica e dei ministeri, ma se non si tocca quel Moloch sempre più invasivo della spesa per le pensioni nessuna manovra di spending review può avere effetti concreti e duraturi nel tempo.