Febbre West Nile, primo caso in Veneto: consigli per proteggersi da zanzare e contagio

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 29 Luglio 2019 13:24 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 13:24
West Nile e zanzare

Una zanzara (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il primo caso di infezione da virus West Nile dell’estate 2019 è stato segnalato il 18 luglio in Veneto. Un anziano di 79 anni è stato colpito dalla febbre del Nilo, che persiste da 10 giorni. Solo un primo caso, ma il ministero della Salute ha lanciato un’allerta su Facebook per proteggersi dai morsi delle zanzare, che sono veicolo dell’infezione. In particolare, nel caso del virus West Nile, dalle zanzare Culex.

West Nile, il primo caso del 2019

Nel 2018 la prima positività negli insetti era stata riscontrata il 7 giugno e il primo caso umano era stato notificato il 16 giugno, circa un mese prima rispetto a quest’anno. “La rete di sorveglianza entomologica regionale – informa l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin – non ha finora evidenziato alcuna positività per il virus West Nile nelle zanzare catturate, il che indica una diffusione più limitata del virus nell’insetto vettore rispetto all’anno scorso”.

La differente situazione rispetto a quella del 2018, secondo gli esperti della Regione è in parte spiegabile da fattori meteo-climatici (stagione primaverile più fredda e quindi meno favorevole alla proliferazione delle zanzare). “Tuttavia – precisa Lanzarin – un contributo importante al contenimento della proliferazione delle zanzare è dato dall’attuazione coordinata e sistematica, su tutto il territorio regionale, degli interventi di disinfestazione larvicida e adulticida, sulla base delle linee guida del Ministero della Salute”.

Febbre del Nilo e virus West Nile: cosa sono

La febbre del Nilo è una malattia provocata dal virus West Nile, della famiglia dei Flaviviridae, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile da cui prende il nome. Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

La trasmissione avviene soprattutto attraverso uccelli selvatici e zanzare, più frequentemente quelle di tipo Culex, che possono infettare l’uomo. Altre veicolazioni dell’infezione possono avvenire tramite trapianto di organi, trasfusioni di sangue infette e trasmissione madre-feto in gravidanza, ma si tratta di casi molto molto rari. Non c’è invece pericolo di contagio nel contatto tra persona infetta e persona sana. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Febbre del Nilo, sintomi e incubazione

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti che abbiano un deficit a carico del sistema immunitario. Generalmente, le persone infette non hanno sintomi, ma nel 20% dei casi possono esserci febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei che possono durare da pochi giorni a qualche settimana a seconda dell’età del paziente e delle sue condizioni fisiche.

I sintomi più gravi si presentano in media in una persona su 150 infette, quindi meno dell’1% dei casi, e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Solo nei casi più gravi, di circa 1 su mille, può portare a una encefalite letale.

West Nile, prevenzione e trattamento

Al momento non esiste un vaccino contro la febbre West Nile e tantomeno una cura. L’unico trattamento è quello di attendere che l’infezione passi, ma nei casi più gravi è necessario il ricovero in ospedale per la cura dei sintomi. Per questo motivo il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità sottolineano l’importanza della prevenzione, attraverso la riduzione dell’esposizione alle punture di zanzare.

E’ consigliato dunque utilizzare repellenti e indumenti come pantaloni lunghe e maglie a manica lunga quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e di sera. Consigliata anche l’installazione di zanzariere alle finestre e lo svuotamento di vasi di fiori e altri contenitori con acqua stagnante, cambiare spesso anche l’acqua nelle ciotole per gli animali e tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non vengono utilizzate. Tutti accorgimenti necessari a evitare che le zanzare prolifichino nelle acque stagnanti. (Fonte ANSA, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità)