Influenza vaccino: mancano 15 mln di dosi! Non sanno quello che contano

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 Novembre 2020 10:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2020 10:52
Influenza vaccino Italia: mancano 15 mln di dosi! Non sanno quello che contano

Influenza vaccino: mancano 15 mln di dosi! Non sanno quello che contano (Foto d’archivio Ansa)

Influenza vaccino, mancano 15 milioni di dosi! E’ l’accorato annuncio stamane 11 novembre 2020 di un diffuso quotidiano.

Ed è, questa dei 15 milioni di dosi mancanti di vaccino per l’influenza, la sempre accorata denuncia. Denuncia alla pubblica opinione di un’altra mancanza, falla, inadempienza dei pubblici poteri. Bello, bello tutto. Peccato non sappiano quello che contano.

VACCINO INFLUENZA: MENO 15 MLN, CIOE’ SOLO 2MLN DI DOSI IN TUTTA ITALIA?

Meno 15 milioni di dosi, meno rispetto a cosa? Nella precedente campagna vaccinale anti influenza (quella pre Covid) a vaccinarsi furono circa 15 milioni di italiani. Pochi, a fronte dei circa sette/otto milioni di italiani che poi contrassero l’influenza. Pochi allora e sempre prima di allora (ma questo è altro discorso).

Per questa, per la campagna vaccinale anti influenza ora in corso, le varie Regioni italiane avevano ordinato circa 17/18 milioni di dosi. Prevedendo un aumento della richiesta di vaccinazione anti influenza. Non fosse altro perché il vaccino anti influenza veniva fortemente consigliato in tempo di Covid. Per non star male di influenza, per non temere di avere Covid quando si ha influenza (sintomi quasi gemelli), per non correre a intasare ospedali quando si ha solo influenza.

Con tutta evidenza quella di 17/18 milioni di dosi (solo il 20 per cento in più rispetto all’anno pre Covid) si è rivelata una sotto stima della richiesta, una sotto stima del necessario. Ma come fanno a mancare 15 milioni di dosi se ne sono state ordinate e comprate circa 17/18 milioni? Sono 15 milioni mancanti rispetto alla fornitura prevista e allora in distribuzione-somministrazione ne sono andate solo due-tre milioni?

Questa ipotesi è implausibile e contrasta con la realtà delle vaccinazione già effettuate a milioni, sia pure con lentezza, faticosa e farraginosa lentezza. Non sono, non possono essere 15 mln di dosi mancanti rispetto alla fornitura prevista.

E allora mancanti rispetto a cosa, a quale ordine di grandezza. Se 15 milioni di dosi mancanti più 17/18 milioni di dosi ordinate e distribuite…totale fa: 32/33 milioni. Metà della popolazione che si vaccina contro influenza. Può essere un invito, un dover essere, una cosa buona e utile se fosse. Ma nessuno aveva finora mai stimato una percentuale così alta di popolazione pronta a vaccinarsi. Dal 17 per cento della popolazione al 55 per cento della popolazione che cerca vaccino anti influenza: questo vuol dire che mancano 15 milioni di dosi. Improbabile che sia, non preventivabile qualora fosse.

VACCINO LENTO NON UGUALE A VACCINO MANCANTE

Esiste altra possibilità per spiegare e comprendere il perché dell’accorata denuncia: un onesto e in buona fede prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne e vaccini lenti per vaccini mancanti.

La distribuzione e somministrazione del vaccino anti influenzale in Italia è in queste settimane la plastica rappresentazione della collettiva incapacità di concretamente fare. Basti pensare al Comma 22 di fatto in vigore: se sei categoria che per motivi sanitari devi avere priorità nel vaccinarti non puoi comprarlo in farmacia (sempre che in farmacia ci sia) ma vaccino te lo può dare solo medico di base o Asl. Gratuito e stra consigliato per anziani e bimbi piccoli. Che devono essere i primi nella fila.

Ma ecco il Comma 22: voi che dovete essere i primi della fila, aspettate nella fila vostra: Quella che va più lenta o non cammina per nulla perché depositi e Asl non comunicano tra loro, Asl non comunicano spesso con se stesse e certo non con tutti i medici di base. La logistica arranca e non funziona, tonnelllate e schiere di determine e funzionari e timbri e burocrazie e autorizzazioni rendono lentissima la vaccinazione per le categorie che il vaccino anti influenza dovrebbero averlo con precedenza sugli altri segmenti della popolazione.

Neanche un vignettista in cerca dell’iperbole, neanche un denigratore di professione della Pubblica Amministrazione avrebbero potuto concepire una manifestazione più evidente di mediocrità inadeguata, di inadeguatezza non mediocre nella macchina pubblica. 

Così evidente, accecante e vivida da abbagliare. E da far confondere un gigantesco problema di gestione della cosa pubblica in un problema di dosi mancanti. O forse, inconsciamente ma non tanto, annunciare che uno, due, dieci o cento dei Comitati, Task Force o Ministeri è colpevole di mancato rifornimento di dosi è più consolante che constatare come dieci, centomila, un milione di impiegati, tecnici, funzionari, capi dipartimento siano incapaci di distribuire e somministrare le dosi di vaccino esistenti.

Corre la facile e surreale discussione se si muoia di Covid o di fame e quale sia il pericolo maggiore. Di Covid si muore in concreto, di fame in metafora. Ma certamente di res publica incapace e mass media che sommano mele e pere mal si campa.