In Svezia il primo trapianto di utero da madre a figlia

Pubblicato il 18 settembre 2012 18:00 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2012 18:55

STOCCOLMA – Un trapianto di utero da madre a figlia. E’ stato eseguito in Svezia, ed è la prima volta al mondo. Due donne di circa trent’anni hanno deciso di sottoporsi all‘intervento per potere avere figli: entrambe hanno ricevuto l’utero da trapiantare dalle rispettive madri.

Una delle due giovani aveva perso l’utero per un cancro, mentre l’altra era nata senza.

Ad eseguire il trapianto sono stati dieci chirurghi dell’Università di Goteborg, guidati dal professor Brannstrom. L’intervento è stato realizzato senza complicazioni.

Le due donne dovranno aspettare almeno un anno prima di tentare la fecondazione in vitro.

I medici, però, sono cauti: “Non possiamo definirlo un completo successo fino a quando le donne non avranno avuto dei figli”, ha detto Michael Olausson, uno dei chirurghi svedesi che hanno eseguito l’intervento.

Prima di sottoporsi al trapianto le due trentenni avevano iniziato la fecondazione in vitro con ormoni per stimolare le ovaie, che le donne avevano, a produrre ovuli.

”Le due donne che hanno ricevuto il trapianto stanno bene ma sono stanche dopo l’operazione, ha spiegato Mats Brannstrom, direttore dell’équipe di ricerca, e le madri che hanno donato il loro utero sono già in piedi e camminano, e potranno rientrare a casa fra qualche giorno”.

”Sapremo nel 2014 se il trapianto è riuscito. L’utero sarà espiantato alle due donne dopo che queste abbiano avuto al massimo due figli, in modo che possano interrompere il trattamento farmacologico antirigetto”. Secondo i chirurghi, il rischio di rigetto dovrebbe essere lo stesso degli altri organi, cioè circa del 20%.

Le due donne che hanno ricevuto l’utero sono state selezionate dopo una lunga procedura, che ha permesso di garantire che loro, e i loro congiunti, fossero fertili. Altre otto donne potrebbero ricevere un trapianto d’utero in Svezia tra l’autunno e la prossima primavera. Non hanno più di 30 anni, visto che le probabilità di riuscita di una fecondazione in vitro sono più elevate nei soggetti giovani.

L’équipe di Brannstrom ha iniziato a lavorare su questo progetto dal 1999, realizzando con successo prima trapianti d’utero sugli animali, tra cui scimmie e topi.