Vaccino Pfizer per malati di cancro britannici, la singola dose non basta per immunizzarli

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 21 Marzo 2021 13:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2021 19:33
Vaccino Pfizer per malati di cancro britannici, la singola dose non basta immunizzarli

Vaccino Pfizer per malati di cancro britannici, la singola dose non basta per immunizzarli (foto Ansa)

Più della metà dei malati di cancro britannici potrebbe non essere immunizzata dopo una singola dose del vaccino Pfizer. E’ quanto emerge da un allarmante studio del King’s College London, a quanto riferisce Giampaolo Scacchi.

La ricerca, su oltre 150 pazienti, ha scoperto che dopo tre settimane il vaccino ha stimolato una risposta anticorpale in appena il 39% delle persone con tumori solidi Come nel seno o nella prostata.

Vaccino Pfizer per malati di cancro britannici, fondamentale la dose di richiamo a 21 giorni

La dose singola è stata ancora meno efficace nei pazienti con tumori ematologici e del midollo osseo. Rispetto al 97% delle persone sane, solo il 13% ha sviluppato le proteine che combattono il virus.

Lo studio del King’s College London ha rilevato che quando ai pazienti veniva somministrata la dose di richiamo a 21 giorni. La percentuale che mostrava segni di immunità è più che raddoppiata, fino al 95%.

Gli anticorpi non sono l’unica parte della risposta immunitaria al Covid, anche i globuli bianchi svolgono un ruolo importante. Ma non avere livelli rilevabili indica chiaramente che una persona ha poca protezione.

Le associazioni di beneficenza e gli scienziati che hanno condotto la ricerca chiedono. E urgentemente che ai 2 milioni di malati di cancro britannici venga somministrata in tempi più stretti la seconda dose.

Su parere del gruppo consultivo di esperti del governo sui vaccini, attualmente ai britannici viene somministrata la seconda dose dopo 12 settimane.

I malati di cancro sono tra i più vulnerabili al decesso per Covid e dipendono dal vaccino. Perché il loro sistema immunitario è già compromesso. Normalmente assumono farmaci immunosoppressori, che rendono ancora più difficile per il loro corpo difendersi naturalmente dal virus.

Lo studio non ha esaminato il vaccino dell’Oxford University che funziona in modo leggermente diverso. Ma entrambi i vaccini approvati dalla Gran Bretagna hanno percentuali simili di successo.

Gli enormi benefici dopo dose di richiamo

Adrian Hayday, immunologo presso il King’s College London, ha dichiarato: “Il vaccino ha un impatto notevole su individui sani. E il nostro studio mostra che può portare immensi benefici anche ai malati di cancro. Ma nella maggior parte dei casi questo è solo dopo la dose di richiamo.

“I malati di cancro dovrebbero essere vaccinati e ricevere la seconda dose rapidamente. E le loro risposte, in particolare quelle dei malati di cancro del sangue, dovrebbero essere monitorate costantemente così che possano stare in sicurezza a contatto con gli altri“.