Europa con Italia lavora a supercomputer di calcolo

Pubblicato il 15 Dicembre 2015 18:44 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 18:44
Un supercomputer

Un supercomputer

ROMA – Un supercomputer in grado di effettuare un miliardo di miliardi di operazioni al secondo, da utilizzare per testare programmi per calcoli di fisica teorica computazionale o simulazioni di sistemi complessi, tra i quali un modello ridotto del funzionamento del cervello umano è l’obiettivo di ExaNeSt (European Exascale System Interconnect and Storage), progetto europeo appena partito, che vede impegnata anche l’Italia.

A rappresentare il nostro Paese ci sono l’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), il Cnaf (centro Infn per ricerca e sviluppo di tecnologie informatiche e telematiche) e l’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica). ExaNeSt è uno dei 21 progetti europei Future Emerging Technologies (FET) High Performance Computing (HPC) per lo sviluppo di sistemi di calcolo ad alte prestazioni, selezionati nell’ambito del programma di ricerca Horizon 2020.

Il progetto durerà tre anni e può contare su un finanziamento di 8,5 milioni di euro. ”Alla fine dei tre anni – spiega Piero Vicini, coordinatore Infn di ExaNeSt – avremo un prototipo da utilizzare per testare programmi per calcoli di fisica teorica computazionale o simulazioni di sistemi complessi, tra i quali un modello ridotto e semplificato del funzionamento del cervello umano”. Lo studio delle reti è uno dei settori di punta in cui l’Unione Europea ha deciso d’investire maggiormente nei prossimi anni, dal momento che si prevede che entro il 2020 le persone connesse alla rete sono destinate quasi a raddoppiare.

Un balzo che richiederà anche lo sviluppo di supercomputer, formati cioè da centinaia di migliaia di microprocessori capaci di operare in parallelo. ”Uno degli obiettivi di ExaNeSt – continua Vicini – è far sì che questi processori siano in grado di archiviare e accedere ai dati del calcolo nel minor tempo possibile e di parlare tra loro in modo efficiente, e con il minimo dispendio energetico. La sfida è ambiziosa: raggiungere in un singolo sistema una potenza di calcolo di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo”.