Fisica: un chip made in Italy avvicina i computer “quantistici”

Pubblicato il 16 Novembre 2010 17:09 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 17:09

Un chip tutto italiano ha permesso di fare un passo in avanti per avvicinare i futuri computer “quantistici”, molto più potenti e veloci di quelli attuali, e segna un progresso di primo piano verso la miniaturizzazione.

La ricerca, alla quale la rivista Physical Review Letters ha dedicato la copertina, è stata condotta dall’università di Roma La Sapienza in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Milano.

Il chip ottico in miniatura è  stato ottenuto ‘scolpendo’ un quadrato di vetro trasparente del lato di 2,4 centimetri e dello spessore di un millimetro. Un laser controllato da un computer ha modificato le proprietà strutturali del vetro, costruendo una sorta di circuito all’interno del quale scorrono le particelle di luce (fotoni).

”E’ una dimostrazione di principio, che permette di eliminare i dispositivi pesanti e ingombranti generalmente utilizzati negli esperimenti di ottica quantistica”, ha osservato il coordinatore della ricerca, Paolo Mataloni. Facendo un confronto con la storia dell’informatica, osserva il fisico, il nuovo chip ottico in miniatura potrebbe corrispondere al passaggio dai primissimi elaboratori che occupavano stanze grandi come palestre ai primi elaboratori da tavolo che usavano schede elettroniche e circuiti integrati.