Parker Solar Probe, Nasa rinvia di 14 ore lancio verso il Sole: “Problema tecnico”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 agosto 2018 11:07 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2018 18:11
Parker solar probe, lancio rinviato di 24 ore per problema tecnico

Parker Solar Probe, Nasa rinvia di 14 ore lancio verso il Sole: “Problema tecnico”

ROMA – Il lancio della sonda Parker Solar Probe verso il Sole è stato rinviato di 24 ore a domenica 12 agosto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La sonda della Nasa che indagherà i misteri della nostra stella madre ha registrato un “problema tecnico”. Il lancio, fissato alle 9.53 dell’11 agosto ora italiana, era slittato prima alle 10.28 e poi è stato cancellato e riprogrammato. Marco Velli, astrofisico italiano del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e responsabile scientifico di uno degli strumenti a bordo della sonda, ha spiegato che il problema è dovuto a “un flusso anomalo di dati provenienti dal razzo vettore”.

E così dopo due countdown iniziati dalla base di lancio di Cape Canaveral, in Florida, il segnale di no-go è stato confermato. A raccontarlo all’Ansa è stato Velli, che nell’ambito della missione Parker è il responsabile scientifico dello strumento HeliOPSP che dovrà integrare i dati rilevati dagli altri quattro set di strumenti scientifici a bordo. Alla base di lancio in Florida “c’è tensione”, spiega ancora l’astrofisico italiano, che si trova in compagnia dell’astrofisico americano Eugene Parker che nel 1958 ha scoperto il vento solare e a cui la Nasa ha dedicato la missione.

Grande quanto un’automobile e pesante poco più di 600 chili, la sonda Parker spiccherà il volo grazie ad uno dei razzi vettori più potenti al mondo, il Delta IV Heavy: per dirigersi verso il Sole, infatti, avrà bisogno di un’energia 55 volte superiore a quella necessaria per raggiungere Marte. Sfrecciando nello spazio lungo un’orbita fortemente ellittica, la sonda Parker raggiungerà una velocità di oltre 600.000 chilometri orari, conquistando il record del veicolo spaziale più veloce della storia. La sonda completerà 24 orbite intorno al Sole fino a ‘sfiorarlo’ da una distanza mai raggiunta prima, pari a 6,3 milioni di chilometri.

“La sonda sarà praticamente immersa nella corona solare, dove le temperature raggiungono picchi di 1.377 gradi”, spiega Mauro Messerotti, dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e docente all’Università di Trieste. “Per questo sarà protetta da uno scudo” spesso quasi 12 centimetri e realizzato con un materiale composito a base di carbonio.

“Inoltre potrà contare su efficienti sistemi di raffreddamento che abbasseranno la temperatura interna per consentire il normale funzionamento degli strumenti di bordo”. Qualche pericolo in più potrebbe arrivare dall’enorme flusso di particelle energetiche emesse dal Sole. “La sonda – aggiunge l’esperto – è stata progettata nei minimi dettagli proprio perché il flusso di particelle potrebbe distruggere l’elettronica di bordo, ridurre l’efficienza dei pannelli solari e disorientare il satellite colpendo i suoi giroscopi”.