Profezia 2050, l’apocalisse delle pensioni: uno su 5 prenderà meno di 450 euro al mese

Pubblicato il 24 Novembre 2010 17:15 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 19:21

Lo scenario riferito al 2050 è presto detto: un quinto di coloro che andranno in pensione in quell’anno avrà diritto a una previdenza pubblica (quella derivante dai contributi versati durante l’attività lavorativa) più bassa dell’assegno sociale, che oggi è di circa 450 euro. I più colpiti saranno donne e lavoratori precari.

Il calcolo emerge da una ricerca nazionale realizzata dal dipartimento di scienze economiche dell’Università di Bologna in collaborazione con la fondazione Unipolis del gruppo Unipol, legate da una convenzione. Quello che oggi è l’assegno sociale, insomma, riguarderà chi oggi ha circa 20-25 anni e che a conti fatti sarà pensionato proprio nel 2050.

Gli autori Carlo Mazzaferro e Alessandro Magi hanno sottolineato che il rapporto fra la prima rata della pensione e il salario percepito nell’ultimo anno di lavoro (tasso di sostituzione fra pensione pubblica e retribuzione) scenderà progressivamente dal 70% attuale a poco meno del 50% fra quarant’anni. Questo valore non sarà uguale per tutti: scenderà fino al 39% per i lavoratori autonomi, al 40% per le donne, mentre i dipendenti saranno a quota 52,5%.

Variabile anche la percentuale di chi avrà pensioni inferiori all’assegno sociale: oggi sono il 7,1% del totale, ma nel 2050 saranno il 14,5%, le lavoratrici addirittura il 19% e il 21,2 i pensionati ultraottantenni. E la situazione non sarà migliore per chi ha una pensione integrativa che, secondo i ricercatori, non sempre basterà a ottenere un reddito adeguato per una vita dignitosa.