Censis. Ci vuole l’uomo forte senza fastidio di Parlamento ed elezioni: metà italiani dice così

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2019 14:38 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2019 16:54
Censis. Ci vuole l'uomo forte al potere senza fastidio di Parlamento ed elezioni: metà italiani dice così

Censis. Ci vuole l’uomo forte senza fastidio di Parlamento ed elezioni: metà italiani dice così (foto Ansa)

ROMA – Metà degli italiani vorrebbe l’uomo forte al potere. L’ultimo rapporto Censis traccia l’identikit di un italiano ansioso, e metà di questi (il 48%) si sentirebbe più al sicuro nelle mani di un uomo solo al potere. Si sentirebbe più al sicuro con un dux al potere, quasi che Parlamento ed elezioni siano un fastidio, un piccolo fastidio democratico da cancellare il prima possibile. E il dato sale al 56% tra le persone con redditi bassi, al 62% tra i soggetti meno istruiti, al 67% tra gli operai.

Rapporto Censis: tra gli italiani domina l’incertezza.

Lo stato d’animo dominante tra il 65% degli italiani è l’incertezza. Dalla crisi economica, l’ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo hanno portato anno dopo anno ad un logoramento sfociato da una parte in “stratagemmi individuali” di autodifesa e dall’altra in “crescenti pulsioni antidemocratiche”, facendo crescere l’attesa “messianica dell’uomo forte che tutto risolve”. Lo rileva il Censis nell’ultimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Per il 48% degli italiani ci vorrebbe “un uomo forte al potere” che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni.

La ricerca dell’uomo forte.

La ricerca dell’uomo forte è più sentita soprattutto nella parte bassa della scala sociale. La percentuale sale infatti al 56% tra le persone con redditi bassi e al 62% tra i soggetti meno istruiti, fino al 67% tra gli operai. Secondo il Censis, gli italiani alle prese con gli anni della crisi hanno dovuto prima “metabolizzare la rarefazione della rete di protezione di un sistema di welfare pubblico in crisi di sostenibilità finanziaria”, poi farei conti con “la rottura dell’ascensore sociale, assumendo su di sé anche l’ansia provocata dal rischio di un possibile declassamento sociale”.

La reazione immediata è stata “una formidabile resilienza opportunistica, con l’attivazione di processi di difesa spontanei e molecolari degli interessi personali”. Ma la situazione è andata peggiorando perché dagli stratagemmi individuali si è passati allo “stress esistenziale, logorante perché riguarda il rapporto di ciascuno con il proprio futuro”.

Il Censis e il Paese ansioso.

Così per il 69% degli italiani il Paese è ormai “in stato d’ansia”. Il 75% non si fida più degli altri, il 49% ha subito nel corso degli anni una prepotenza in un luogo pubblico (insulti o spintoni), il 44% si sente insicuro nelle vie che frequenta abitualmente, il 26% ha litigato qualcuno per strada. (Fonte Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).