Childfree: boom di locali vietati ai bambini, in Italia e altrove. I cani invece sempre più benvenuti…

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 10 Gennaio 2020 11:05 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2020 11:11
Childfree: boom di locali vietati ai bambini, in Italia e altrove. I cani sono invece benvenuti...

Childfree, boom di locali che vietano la presenza di bambini (frame Youtube)

ROMA – “Childfree”, “no kids”, “adults only”. In inglese sembra quasi più accettabile, ma significato e divieti sono chiarissimi: in questo ristorante, in questo resort o albergo o spa o stabilimento balneare, i bambini non ce li vogliamo. Il fenomeno dell’accoglienza circoscritta ai soli adulti che, si immagina, non schiamazzano, non giocano a pallone, non sporcano, non frignano, insomma non fanno i mocciosi, partito dagli Usa è diventato globale. Sempre più locali pubblicizzano il discutibile benefit di non aver ragazzini fra i piedi come veicolo promozionale di successo commerciale. Tendenza curiosamente contraria all’invece crescente proliferazione di locali “dogfrendly”: per cui i cani sì, i bambini no.

Quando quattro anni fa un ristoratore romano corredò l’insegna con il divieto ai bambini era ancora un pioniere del childfree. “Non è gradita la presenza di bambini minori di cinque anni a causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione” aveva fatto affiggere sulla porta. In Germania e in Gran Bretagna però l’insofferenza verso i piccoli era già assurta a categoria a sé nelle ricerche online. Che si estende anche ai negozi e perfino ai voli aerei.

Una fenomenologia del divieto ai bambini deve necessariamente tener conto del fatto che, per esempio in Italia, le famiglie single rappresentano il 21,7% del totale.  Ma è una spiegazione piuttosto parziale. Non vogliamo avere a che fare con i figli degli altri, soprattutto. Ogni piccola infrazione al programma di relax, ogni minima frustrazione delle aspettative viene vista come un attentato ai nostri diritti.

Ma la legge, a proposito di questa selezione discriminatrice da parte di esercizi pubblici, cosa dice? In teoria, a parte la somministrazione di alcolici, i gestori di esercizi aperti al pubblico non potrebbero rifiutare alcuno senza legittimi motivi. Difficile considerare la condizione di under 15 o under 12 o di poppante un motivo legittimo. 

“Siamo una struttura privata – dichiara la responsabile di un lussuoso albergo sul mare – e agiamo da imprenditori. Abbiamo una nostra politica commerciale: prendiamo solo adulti. La normativa italiana dice che non è legale? Non ci risulta. Nessuno è mai venuto a dirci che non va bene. Non abbiamo ricevuto alcuna lamentela, né multe”. Vale la pena ricordare che l’esigenza è nata proprio nell’epoca in cui, almeno in Italia, c’è il minor numero di bambini della sua storia. Ci stiamo disabituando alla loro presenza? (fonte Quotidiano.net)