A Milano si vive 3 anni in più che a Napoli. Italia spaccata in due, la fotografia del Cnel

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2020 13:34 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2020 13:34
A Milano si vive 3 anni in più che a Napoli. Italia spaccata in due, la fotografia del Cnel

Aspettativa di vita (Ansa)

ROMA – A Milano si vive in media 3 anni in più che a Napoli, a prescindere dalle fasce sociali. E’ l’esempio più significativo del divario tra Nord e Sud segnalato dalla Relazione 2019 al Parlamento e al Governo del Cnel. Secondo la quale comunque in generale “i servizi delle pubbliche amministrazioni centrali e locali a cittadini e imprese hanno un elevato peso economico rispetto alla qualità delle prestazioni erogate”.

In generale il servizio sanitario nazionale resta tra i più “virtuosi” del mondo, ma la differenza geografica nell’offerta di prestazioni impatta direttamente anche sull’aspettativa di vita. Con uno spread tra le fasce più ricche del Nord e quelle più povere del Sud di circa 10 anni nella speranza di vita. 

Tra i divari principali ci sono quelli relativi alla sanità e all’istruzione. Sul fronte della salute il Cnel rileva un miglioramento complessivo sulla mortalità tra i 30 e i 69 anni per tumore, diabete e malattie cardiovascolari. Quasi 13.000 istituzioni pubbliche e 3,5 milioni di lavoratori impegnati nel complesso nell’amministrazione, ma l’Italia dei servizi resta divisa in due con prestazioni maggiori e più efficienti al Nord rispetto alle Regioni del Sud. 

La media italiana è di 4,6 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti. Ma ci sono variazioni significative tra le regioni. In Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano si superano i 7 dipendenti per ogni 100 abitanti mentre in Lombardia sono appena 3,7 e in Puglia 4,1 (4,3 in Campania e Veneto). (fonti Ansa, Corriere della Sera)