Calcio, Egitto si ritira da Unione nordafricana dopo spareggio con Algeria

Pubblicato il 19 Novembre 2009 21:17 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2009 21:17

L’Egitto ha deciso di ritirarsi dall’Union Nord-africaine de football (Unaf), dipendente dalla Confederazione del calcio africana (Caf), a seguito degli incidenti avvenuti ieri dopo il match di Khartoum contro l’Algeria, valido per la qualificazione al Mondiale del 2010.

Un comunicato dell’Unione ha infatti reso noto stasera che l’Egitto non parteciperà ad alcuna attività della stessa Unaf. Oltre all’Egitto, dell’Unaf fanno parte Algeria, Tunisia, Marocco e Libia. Dal 2005 al 2008 ne era stato presidente l’egiziano Samir Zaher, cui è succeduto l’algerino Mohamed Raouraoua: proprio lo stesso che l’altro ieri ha rifiutato di compiere un gesto di riconciliazione con Zaher, prima della partita, di fronte al presidente sudanese Omar El Bashir.

Il match di ieri, inoltre, è diventato un caso diplomatico non solo tra i due Paesi rivali nel calcio, ma anche tra il Sudan ed il Cairo. Le accuse alla polizia di non aver protetto abbastanza i tifosi egiziani, rimbalzate su alcuni media in Egitto, hanno infatti spinto il ministro degli esteri sudanese a convocare l’ambasciatore egiziano a Khartoum, per comunicargli la protesta del suo governo.

Il ministro Ali Ahmed Kerti, riferisce oggi l’agenzia Suna, ha infatti lamentato il fatto che sui media egiziani si sia criticato l’operato delle forze sudanesi, con la citazione di un caso individuale ed isolato, invece di lodare l'”enorme” lavoro compiuto e l’efficace piano per l’ordine pubblico messo in atto dal governo,che ha garantito un regolare svolgimento della partita fino alla fine.

In rappresentanza della polizia sudanese, il generale Mohamed Abdel Mayeed Tayeb ha da parte sua dichiarato che le lievi ferite riportate da alcuni tifosi sono il risultato del mancato rispetto, da parte loro, delle direttive di polizia sulla strada da seguire al di fuori dello stadio. Il generale ha inoltre espresso “sgomento” per le testimonianze diffuse da alcuni canali satellitari egiziani, ed in particolare Nile Sports.

Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha invece apprezzato gli sforzi compiuti dalle forze dell’ordine sudanesi per arginare “gli atti di barbarie” contro i tifosi dei Faraoni dopo il match di ieri in Sudan. Lo ha reso noto, con una notizia urgente, la tv di stato egiziana.

L’intervento del presidente suona come una risposta alle accuse rivolte ieri alla polizia di Khartoum da due popolari cantanti egiziani, Mohammad Fuad e Hayssam Chaker, anche loro tra gli spettatori della partita. Secondo il primo gli agenti non erano intervenuti in difesa degli egiziani aggrediti dagli algerini, mentre il secondo li aveva accusati di averli lasciati soli.

Intanto il ministro della Salute Hatem al Gabali, in una dichiarazione sempre alla tv egiziana, ha precisato che sono in totale 21 gli egiziani rimasti feriti la scorsa notte nella capitale sudanese, dopo il match in cui l’Algeria si è conquistata la qualificazione per i Mondiali. Tutti sono solo “leggermente feriti”, ha detto il ministro, e undici hanno già lasciato l’ospedale.

Tutti i tifosi che hanno assistito alla partita nello stadio di Omdurman, ha precisato ancora il ministro, hanno fatto ritorno a casa. Nel lasciare lo stadio diretti all’aeroporto, alcuni di loro erano stati oggetto di aggressione da parte di gruppi di tifosi algerini, armati di pietre e anche di coltelli.