Calciomercato Juventus: Marotta prepara i colpi

Pubblicato il 21 maggio 2010 8:36 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 8:36

Beppe Marotta

Una “Juve più italiana possibile” è la sfida nella sfida di Beppe Marotta, che spiega così la propria idea: “Non c’é nessuna preclusione, ma sono un fautore del made in Italy.

L’approccio con gli italiani è più semplice”. Quindi, via ai nomi che, per quanto possibile, siano in grado di ricoprire al meglio i ruoli scoperti, dai Cassani e Bonucci ai Pepe, Palombo, Pazzini, eccetera, che rappresentano il grosso di quella ossatura definita da Marotta con l’espressione “daremo a Del Neri i giocatori adatti”.

“Non rivoluzione, ma evoluzione”, aggiunge il neo direttore generale, quasi come uno spot programmatico, eloquente ed efficace.

Resta da vedere come si realizzerà. Il neo dg intende dire innanzitutto che il compito della dirigenza, in primis l’allenatore, è anche quello di “valorizzare chi non ha reso” e qui il discorso tocca essenzialmente un paio di giocatori, Felipe Melo e Amauri. Ma, soprattutto, Gigi Buffon: “Il mio compito è anche quello di parlare con tutti per conoscere le aspettative di ognuno e naturalmente quelle della società. Il valore di Buffon non è in discussione, è un campione assoluto e ci sono premesse importanti perché resti con noi”. Il portiere, è già rimasto colpito positivamente dallla ventata di rinnovamento bianconera e ha già cominciato a lanciare messaggi positivi in tale direzione. Andrea Agnelli dimostra, oltreché un grande amore per la Juventus, anche uno spirito imprenditoriale che in questo club ha portato ai risultati che sappiamo. Quello di oggi è un punto di arrivo per me, ma anche di partenza. Però il destino di questa avventura dipende dal gruppo nel suo intero, dal progetto, dal senso di appartenenza di tutti”. Domanda chiave: il gap nei confronti dell’Inter, quando si ridurrà? “Bisogna sempre giocare per vincere, senza pensare a quello. Anche perché, se contemporaneamente si rafforzano gli avversari, rischiano di essere più forti. Ci sono però armi più importanti dei soldi”.