Calcioscommesse, Bari-Lecce: a giudizio Semeraro, Quarta e Di Lorenzo

Pubblicato il 22 Gennaio 2013 - 18:40| Aggiornato il 15 Maggio 2022

BARI – Citazione diretta a giudizio (ovvero senza udienza preliminare)  per i tre imputati nel procedimento sul derby  Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, secondo la Procura di Bari comprato dal club salentino per 230.000 euro.

Il processo comincerà il 10 maggio davanti al Tribunale monocratico di Bari. A giudizio con l’accusa di frode sportiva l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l’imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello autore di un autogol nella partita che poi il giocatore ha detto di aver realizzato volontariamente.

Tra gli indagati per questa partita, il calciatore Andrea Masiello, e due suoi presunti complici, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, accusati anche di associazione per delinquere perché coinvolti in più di una combine, hanno patteggiato nell’ottobre scorso: Masiello una pena di un anno e 10 mesi, gli altri due un anno e 5 mesi per le presunte partite truccate Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bari-Sampdoria e Bologna-Bari.

A Semeraro, Quarta e Di Lorenzo il pm della procura di Bari Ciro Angelillis contesta un solo episodio di frode sportiva, relativo al derby. I tre sono stati messi sotto accusa proprio dalle dichiarazioni di Masiello e dei suoi due amici. Per truccare il derby – hanno rivelato agli investigatori – furono versati ai baresi circa 230.000 euro, pagati in diverse tranche. La prima parte, che ammontava a 50.000 euro, sarebbe stata versata durante un incontro all’Hotel Tiziano di Lecce. Le altre parti della cifra pattuita sarebbero state consegnate da Carlo Quarta a Carella durante incontri avvenuti in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari; e da Quarta a Masiello in una località del nord Italia dove l’ex calciatore biancorosso (poi passato all’Atalanta) viveva all’epoca dei fatti.