Champions, sfida impossibile: cenerentole contro sceicchi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2015 11:46 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2015 11:46
(foto Ansa)

(foto Ansa)

ROMA – “Se dovesse valere la legge di chi spende di più – scrive Matteo De Santis della Stampa – la finale di Milano, in programma il 28 maggio 2016, sarebbe per forza il derby di Manchester: i 200 milioni e rotti investiti dal City contro i quasi 150 scuciti dallo United”.

L’articolo di Matteo De Santis della Stampa: Ormai alla tavola imbandita della Champions League non ci si siede più simpatici contro antipatici, come ripete Christian De Sica da quasi un trentennio in ogni cinepanettone o giù di lì, ma in ricchi contro poveri. La divisione, vedendo le fantastiche trentadue partecipanti alla fase a gironi, nasce spontanea: da una parte corazzate che possono spendere anche 200 milioni in un’estate, dall’altra cenerentole a costo (quasi) zero e in mezzo un ceto medio che comprende di tutto.

Universi a confronto: spese pazze degli sceicchi con il vizietto di comprare senza guardare il prezzo, lo shopping di grido delle solite superpotenze, il giochetto sempre più diffuso di vendere tanto per poi comprare altrettanto, gli ingenti scontrini di nuovi potentati che avanzano con l’aiuto dei fondi el’improvvisa austerity degli oligarchi russi. Abramovich, infatti, non spende più come prima per il Chelsea, la Gazprom ha chiuso i rubinetti al giocattolo Zenit, lo Shakhtar vende e basta, il Cska fa piccole cose e il Monaco, dopo aver venduto i pezzi migliori, neanche si è fermato al playoff.

Per fortuna dei procuratori, dei giocatori e dell’allegro carrozzone del mercato ci sono ancora gli sceicchi di Manchester City e Paris Saint-Germain, i fatturati da multinazionale di Manchester United e Bayern Monaco, l’eterno duello Barcellona-Real Madrid e l’avanzata dei fondi d’investimento che hanno pilotato le sorprendenti ricche compere di Atletico Madrid e Valencia (…).